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FINANZA/ 1. Sapelli: così Francia e Germania si “mangiano” l’Italia

Pubblicazione:martedì 8 novembre 2011

Nicolas Sarkozy, Angela Merkel e Silvio Berlusconi (Foto Ansa) Nicolas Sarkozy, Angela Merkel e Silvio Berlusconi (Foto Ansa)

Sicuramente la politica della Bce - già con Trichet - si sta lentamente avvicinando (al di là delle norme statuarie) alla prassi della Fed, la quale garantisce non solo la stabilità monetaria, ma anche la crescita economica. Se la Germania fosse un Paese consapevole dei propri compiti storici, cioè del fatto che deve svolgere un importante ruolo europeo - inteso non come il take over sull’Europa, ma come promotore della crescita europea - allora si renderebbe conto che dovrebbe essa stessa accompagnare e facilitare questa politica di trasformazione della Bce.

 

Perché è così importante questo cambiamento di atteggiamento dell’Eurotower?

 

Perché il grande pericolo oggi è la deflazione, cioè il fatto che i prezzi crollino e che quindi non si riesca né a vendere le merci, né a uscire dal problema del debito pubblico. L’unica cosa che può salvare l’euro e l’Europa è un po’ di inflazione. Se fosse intorno al 7-8%, i debiti pubblici pian piano scomparirebbero e, soprattutto, il denaro costerebbe molto meno caro alle famiglie e alle imprese. Bisogna scrollarsi di dosso questa folle paura dell’inflazione e l’ossessione che sia il debito pubblico a bloccare la crescita: sono cose teoricamente e storicamente indimostrabili. Se la Germania va avanti così diventerà un’economia circondata dal deserto e non saprà neanche dove vendere i suoi beni in Europa.

 

Cosa pensa della prima mossa di Draghi come Presidente della Bce, ovvero il taglio dei tassi di interesse?

 

Mi pare evidente che per averlo fatto così a ridosso del suo insediamento doveva necessariamente averlo già concordato con il suo predecessore: non c’è spazio per le improvvisazioni nella complessa tecnocrazia della Bce. La mossa di Draghi è stata molto importante e positiva e, secondo me, il tasso di interesse andrebbe tagliato ulteriormente.

 

Un’ultima considerazione: come giudica l’atteggiamento della stampa estera nei confronti dell’Italia in questo frangente?

 

Devo dire che la stampa estera non ha brillato. Il Financial Times ha una sua politica di severità verso l’Italia che reputo non del tutto negativa. Ho trovato penoso l’atteggiamento della Frankfurter Allgemeine Zeitung, anche perché chi conosce il suo corrispondente sa bene che ha una visione dell’Italia uguale a quella di un Paese africano. In ogni caso, il più grave danno che la stampa straniera può fare è quello di identificare Berlusconi con tutti gli italiani. Anche le persone che votano per Berlusconi non sono Berlusconi. I giornalisti stranieri sembrano purtroppo non riconoscere questa semplice evidenza.

 

(Lorenzo Torrisi)



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COMMENTI
08/11/2011 - Parliamo di IRI? Di Riforme? Di suicidio? (Alberto Consorteria)

Le banche si son mangiate i nostri soldi. Oggi ci viene chiesto di rifinanziarle con immensi sacrifici e svendendoci. Per quanto mi riguarda, le banche francesi potrebbero anche fallire, vadano al macero le obbligazioni greche e con loro gli azzardi francotedeschi. Ma mi spiegate come tutto questo centri con il fallimento del nostro paese? La nostra giustizia non funziona, e chi è stato votato per sistemarla non lo ha fatto. Non esiste confronto politico: né primarie né preferenze: siamo un Paese sotto commissariamento già da anni. Non mi sento rappresentato da chi sta in Parlamento, può benissimo essere francese, e lo devo votare... Ma nessuno nel PDL vuole cambiare (mi son convinto ormai che quel "partito" è popolato da mezzi uomini, senza la schiena dritta). A Roma e in tutto il Sud (in tempi di austerithy, quanti nuovi assunti in Sicilia?) la politica continua a buttare via soldi in clientelarismo: perché nessuno a sx e a dx ha mai chiuso quei rubinetti di denaro? Non si investe sulle famiglie. Non si è investito nell'università (e se si tagliava nella pubblica amministrazione c'erano soldi per ricerca e famiglia). Non c'è libertà d'educazione. Vengano pure i francesi e i tedeschi a comprarci: i migliori ricercatori sono già emigrati all'estero, e non facendo figli la prossima generazione sul suolo italiano sarà nordafricana. Ovvio, buttando i soldi pubblici si posson fare i bagordi; non sventoliamo l'italianità, per favore, per proseguire questa dissennatezza.

 
08/11/2011 - domanda (francesco taddei)

potrebbe spiegarci meglio la visione dell'italia di Tobias Piller?

 
08/11/2011 - interesse nazionale (francesco taddei)

italianità nei settori strategici, aggiungendo porti, spiagge e beni culturali. concordare autonomia strategica nella nato e uno sguardo rivolto all'est europa. lavoriamo tutti (tutti!) a "testa bassa" per questi obiettivi e tra venti anni il direttorio europeo sarà a tre.