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Economia e Finanza

FINANZA/ 2. Ecco il piano che spinge la Germania fuori dall’euro

Angela Merkel (Foto Ansa)Angela Merkel (Foto Ansa)

Quindi, cosa dobbiamo aspettarci nei prossimi giorni e settimane? Nell’ordine: il default della Grecia; la Germania si attiva subito per proteggere le proprie banche, ma altri paesi non riusciranno a fare altrettanto, provocando default sovrani multipli o fallimenti bancari, i quali potrebbero portare a crisi sui pagamenti nel sistema bancario globale. I derivati saranno particolarmente a rischio in termini di operatività ed esecuzione; l’euro crollerà contro il dollaro; i tedeschi annunceranno la re-introduzione del marco; l’euro crollerà ulteriormente; avvio delle procedure legali per determinare la liceità della decisione tedesca, processi che richiederanno anni; la Germania insisterà sul fatto che l’euro deve continuare a esistere, anche se Berlino ne avrà smesso l’utilizzo come valuta. Inoltre, porrà con enfasi la questione dell’unificazione europea che deve continuare, suggerendo nuovi strumenti legali per rafforzarla, inclusi nuovi trattati Ue.

Uno scenario apocalittico quello tracciato nella sua road map dalla Malmgren, a conferma del quale l’ex consulente della Casa Bianca cita le sibilline parole di Christine Lagarde, secondo cui «l’economia mondiale sta entrando in una nuova, pericolosa fase» e il fatto che al meeting di Jackson Hole dello scorso settembre, molti policymakers dissero a chiare lettere che si stava entrando in un periodo storico dove avremmo dovuto fronteggiare sfide che andranno ben oltre gli scopi fino a oggi fronteggiati. Ma anche in Germania c’è qualche conferma di sinistri scricchiolii. Per Stefan Homburg, capo dell’Institute for Public Finance tedesco, «l’euro sta avvicinandosi alla sua brutta fine. Un collasso dell’unione monetaria oramai appare inevitabile».

Ma non pensiate che la Germania stia preparandosi al peggio. Attraverso un commento pubblicato dal Guardian, Alan McQuaid, capo economista alla Bloxham stockbrokers di Dublino, fa sapere che circolerebbero voci riguardo il fatto che il governo irlandese stia stampando vecchia moneta in caso il Paese lasciasse l’eurozona. McQuaid ammette di non poter confermare se il rumour sia vero, ma si è detto speranzoso che «l’Irlanda abbia dei piani di emergenza in caso l’euro dovesse disintegrarsi».

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