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FINANZA/ 1. Forte: altro che Berlusconi, è Tremonti il vero problema

Giulio Tremonti (Foto Imagoeconomica) Giulio Tremonti (Foto Imagoeconomica)

Penso proprio di sì. Da un lato ha chiesto di adottare gli Eurobond, che rappresentano un impegno fortissimo per l’europeismo, ma dall’altro ha ostacolato l’acquisto di Parmalat da parte di Lactalis dimostrando un forte nazionalismo. Ha anche fatto la guerra a Draghi, che era stato prescelto dai francesi e dai tedeschi come nuovo Presidente della Bce. La sua battaglia per la nomina del successore di Draghi ha fatto restare fino all’ultimo Bankitalia senza un nuovo Governatore, creando imbarazzo internazionale al nostro Paese. Non dimentichiamo poi che sul piano nazionale si era messo di traverso su una serie di provvedimenti, arrivando persino a non votare il suo rendiconto finanziario.

 

Lunedì è sembrato che i mercati (visto l’andamento di Piazza Affari e dello spread) non aspettassero altro che un passo indietro di Berlusconi. Oggi i mercati avranno un motivo in più per “festeggiare”?

 

Non è proprio così. Il fatto è che i mercati hanno bisogno di chiarezza. E ieri, dopo l’incontro tra Berlusconi e Napolitano, mi pare che ne sia stata fatta. Ma ci sarebbe stata anche qualora Berlusconi avesse deciso di porre la fiducia sulla legge di stabilità. È sbagliato comunque personalizzare la questione. Come nel caso di Tremonti, si tratta di indirizzi, di programmi e della volontà di attuarli.

 

Secondo lei, una volta che Berlusconi rimetterà il mandato nelle mani di Napolitano, cosa dovrebbe fare il Capo dello Stato?

 

Non si può continuare a far finta di niente in una situazione di questo genere: la maggioranza è divisa e l’opposizione non è ancora convinta di avere la capacità di sostituirla perché non ha un programma. Data la situazione, cerchiamo almeno di andare alle urne a gennaio. L’importante è approvare prima la legge di stabilità con il maxiemendamento, che è già minimo rispetto alle richieste dell’Ue.

 

Resta sempre l’ipotesi di un governo tecnico: cosa ne pensa?

 

La trovo un’idea pazzesca. Ci rendiamo conto che dovrebbe capeggiare una maggioranza eterogenea, con un Premier tecnico e non politico, e non se ne conosce il programma? Se proprio non vogliamo andare alle urne, meglio sperare che si formi un governo politico, con l’attuale maggioranza più l’Udc o il Terzo polo, con un programma più energico di quello attuale, anche se mi sembra che questa ipotesi non si stia concretizzando.

 

Intanto, l’arrivo degli ispettori europei, la lettera di Rehn e il ruolo che avrà il Fmi (dopo quanto deciso al G20 di Cannes) danno l’impressione di un’Italia commissariata.