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DRAGHI/ I rischi sono aumentati. La Bce è l’ultimo baluardo dell’unione monetaria

I rischi per la zona euro sono aumentati. In particolare, quelli legati alla crisi dei debiti sovrani e alla stretta creditizia. Lo ha detto Draghi, di fronte al Parlamento Europeo.

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I rischi per la zona euro sono aumentati. In particolare, quelli legati alla crisi dei debiti sovrani e alla stretta creditizia delle banche. Lo ha detto il neo presidente della Bce, Mario Draghi, di fronte al Parlamento Europeo riunito in seduta plenaria. Draghi, per questo, si è detto disponibile a intraprendere nuove azioni per mettere al sicuro l’economia e il settore bancario, esposti ai rischi anche dai vincoli cui sono sottoposti. Ha poi parlato della misura intrapresa, ieri, dalla Bce, dalla Federal Reserve, e da altre quattro banche centrali, finalizzata al taglio dei tassi sulle operazioni di swap per far si che gli istituti bancari possano godere di maggior liquidità. A tal proposito, ha sottolineato come l’obiettivo della Bce sarà quello di mantenere l’inflazione entro i limiti del 2 per cento.

«La politica monetaria della Bce – ha dichiarato - è costantemente guidata dall'obiettivo di mantenere la stabilità dei prezzi nell'area euro». Poi, ha fatto presente che l’unione economica e monetaria europea necessita di un nuovo testo fiscale, di una «una riscrittura fondamentale delle norme di bilancio insieme agli impegni fiscali reciproci presi dai governi della zona euro». Un testo del genere rappresenterebbe un compendio di tutte quelle norme entro le qual i singoli paesi come l’Europa dovrebbero agire in materia fiscale e sulle politiche di bilancio. Si tratterebbe di uno strumento in grado di agevolare, oltre la stabilità dei conti, la credibilità a livello singolo e collettivo. «Ci potrebbero chiedere – ha specificato - se un nuovo compendio fiscale sarebbe sufficiente a stabilizzare i mercati e come una visione credibile di più lungo termine potrebbe essere utile nel breve termine. La nostra risposta è che è sicuramente l'elemento più importante per iniziare a riportare credibilità». Draghi è convinto che i prossimi giorni saranno decisivi per capire se in materia esistano i presupposti per muoversi il più in fretta possibile. E’ sua intenzione dar vita ad un’intensa attività di moral suasion sui leader europei per tentare di raggiungere un accordo entro il summit del 9 dicembre. Affrontando i nodi cruciali che riguardano l’istituzione da lui governata, ha detto che non si esclude un suo rafforzamento e maggiori poteri nella zona euro.