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Economia e Finanza

FIAT/ Dopo l'accordo con i sindacati, cosa succederà a Termini Imerese?

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Ci spieghi meglio.

Di Risio è un coraggioso imprenditore italiano che ha mostrato che volendo si possono ancora creare aziende nel nostro Paese. Ex pilota di macchine, è passato da una piccola concessionaria all'aver creato un'azienda di produzione automobilistica, la DR Motor. Ha fatto accordo con i cinesi, che gli hanno fornito i componenti e quindi ha cominciato a vendere le vetture da lui prodotte in canali alternativi come gli ipermercati. Proprio oggi al Motor Show di Bologna ha presentato la versione sportiva, la DR1 S, delle tre vetture che attualmente produce.

Un miracolo italiano?

In realtà, Di Risio al momento non se la passa in buone acque. Rispetto all'anno scorso le sue vetture si vendono del 20% in meno e nel mese di ottobre ha subito una perdita del 50%.

Come entra in gioco Termini Imerese?

Entra in gioco tramite un investimento di 110 milioni di euro e dalla promessa di produrre nel prossimo anno 60mila vetture in quello stabilimento ormai ex Fiat. Di Risio prenderebbe dunque su di sé gli ex dipendenti Fiat e lancerebbe questa sfida.

Una sfida coraggiosa, di questi tempi.

Infatti. Si tratta di vedere se poi riuscirà a vendere davvero le 60mila vetture che ha promesso di produrre. Lui dice che le venderà su tutto il mercato europeo, ma la domanda resta aperta: ce la farà? Teniamo conto che Termini Imerese, seppur senza Fiat, rimane su grazie ai finanziamenti pubblici dello Stato. Ricordando anche che una piccola parte dell'impianto verrà preso da altri due imprenditori, uno che si occupa di logistica e un altro di produzioni televisive.

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