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QUALCOSA DI SINISTRA/ Il rebus Finmeccanica tra tagli e rischio "svendita"

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Infine, la strategia di espansione perseguita per nove anni da Guarguaglini, pur per molti versi valida, non aveva sufficientemente messo in conto e programmato la sostenibilità del business, che va alimentata attraverso una fortissima capacità di investimenti in ricerca e commercializzazione, tanto più in tempi di crisi economica. Ne consegue che quel gruppo così cresciuto, scoppiata la crisi, si è scoperto privo delle risorse necessarie per superarla, e cioè per continuare a investire anche senza avere più i volumi di vendite precedenti. Col calo delle vendite, si sono fermati gli investimenti. Di qui, la dolorosa necessità di tagliare alcune attività non strategiche e dimensionalmente non sufficientemente grandi, come in particolare la divisione ferroviaria: tagliare significa vendere, non chiudere. Non potendole sostenere con i necessari investimenti, se non le si vende le si soffoca. Però, è fatale che, in attesa di venderle e per venderle al meglio, possano essere necessari alcuni tagli all’organico.

Chi può fare questo lavoro al meglio? Probabilmente non soltanto Orsi, ma sicuramente lui meglio di molti altri, sia perché non è compromesso con la gestione Guarguaglini - il quale non lo aveva mai amato -, sia perché è un manager di comprovata esperienza internazionale e di nota attenzione ai profili sociali del suo agire. Oltretutto conosce bene il mestiere e il gruppo. Ed è del tutto indipendente dai partiti: è vero che la Lega aveva fortemente caldeggiato la sua nomina, ma questa sponsorizzazione non nasceva da altro che dall’oggettiva conoscenza tra il manager e alcuni notabili leghisti, primo fra i quali il meno-peggio di tutti loro, cioè Maroni, nata però né sulla militanza (figuriamoci), né su qualche promessa di contropartita, ma semplicemente sul fatto che la Lega conosceva bene da tempo Orsi per averlo visto all’opera negli impianti dell’Agusta nel Varesotto.

E invece l’“opzione zero” sostenuta da qualcuno su Finmeccanica predica il repulisti totale. Anche nella speranza che un qualche demiurgo paracadutato lì dall’esterno possa tagliare meno di quanto dovrà a malincuore fare Orsi. Più che una speranza, un sogno. Orsi non è un giovanotto, viaggia per i 68 anni e probabilmente non avrà in nessun caso una lunga stagione in Finmeccanica, ma è certamente - ahilui - l’uomo giusto al posto giusto e nel momento giusto, a patto che Guarguaglini si tolga di mezzo e che a lui non vengano messi i bastoni tra le ruote.

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COMMENTI
01/12/2011 - invertire questa immagine (francesco taddei)

come dice bene Sergio Luciano, più "Quello" resta, peggio è! andiamoci piano però con i discorsi dei liberisti senza patria su vendita, dismissioni, privatizzazioni,ecc.... aziende come questa servono per costruire una politica estera e una presenza nei mercati esteri, che oggi ancora abbiamo! sennò ci ridurremo a un villaggio vacanze.