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Economia e Finanza

VERTICE UE/ 2. Il "trucco" degli eurocrati che non ci salva dalla crisi

L’accordo raggiunto al termine del vertice del Consiglio europeo tenutosi a Bruxelles, spiega GIUSEPPE PENNISI, solleva più di un dubbio sulla sua reale efficacia

Foto AnsaFoto Ansa

Non sempre alla fine delle lunghe notti di Bruxelles sorge il sole. Quello che si è visto all’alba del 9 dicembre aveva una luce pallida, quasi agghiacciante. Diventata nebbia quando la mattina si è cercato di mettere i punti sulle “i” (come si diceva un tempo a scuola). In effetti, l’accordo (se tale si può chiamare) solleva numerosi interrogativi. In primo luogo, non siamo a una revisione dei trattati di base dell’Unione monetaria. Non siamo, però, neanche al sotterfugio o scorciatoia individuata dalla Commissione europea di utilizzare l’articolo 136 del Trattato di Lisbona per modificare le norme fondamentali del “Patto di crescita e stabilità” tramite due regolamenti. Per il trattato (di revisione dei trattati) ci si è dati appuntamenti a marzo. Prima di seguire i contenuti della proposta della Commissione (in via negoziale non tramite regolamenti), molti Stati membri hanno affermato di voler avere il giudizio e l’approvazione dei rispettivi Parlamenti. E uno (la Gran Bretagna) se ne andato sbattendo la porta.

Ilsussidiario.net ha più volte sottolineato in questi ultimi giorni come, sotto il profilo giuridico- istituzionale, le proposte sollevano serie perplessità. In essenza, le politiche di bilancio dovrebbero venire approvate dalle autorità europee o modificate secondo le loro indicazioni prima ancora di essere vagliate dai Parlamenti nazionali. Gli eurocrati - “apratidi” e “irresponsabili” come li chiamava De Gaulle - avrebbero un diritto di primogenitura rispetto agli eletti.

Da un lato, ciò comporta seri problemi di democrazia rappresentativa. Da un altro, gli “eurocrati” si sono spesso rivelati “pasticcioni” e “impiccioni” (termini utilizzati da Giuliano Amato in un libro del 1976, ma ancora validi oggi) e, dunque, poco efficienti; nei loro confronti non si prevede la sanzione da parte del corpo elettorale, ma sia che facciano bene, sia che facciano male sono inamovibili sino all’età della pensione. Mettere nelle loro mani le politiche di bilancio non può che suscitare seri dubbi. Sarebbe il coronamento di un decennio in cui lo Stato e i suoi addentellati, invece di fare marcia indietro per lasciare spazio agli individui e ai corpi intermedi, è diventato sempre più tentacolare.


COMMENTI
10/12/2011 - Impotenza (Alberto Consorteria)

E meno male che i trattati europei sono stati da poco riformati. Ci si chiede perchè trionfi l'antipolitica dei BeppeGrillo travaglieschi? Perché le persono non sono stupide, e da Monti a Bruxelles passando per la morte dei partiti e delle preferenze l'attività politica dei singoli non è influente, è fristrata, e ha il solo effetto di dare legittimità a persone e scelte che non dovrebbero averla. Cechi nel nostro tunnel decennale di idiozia andremo a sbattere, ma al nichilista epulone uomo moderno questo non interessa: quello, il nichilista uomo moderno, sta ancora celebrando in TV i mitici anni delle minigonne, del benessere, e dei beatles con la nostalgia del prigioniero che non ha capito che proprio quello che rimpiange è quello che lo ha condannato.