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FIAT/ Oltre la Panda, la sfida aperta per “l’italiano” Marchionne

Sergio Marchionne, Amministratore delegato di Fiat e di Chrysler, riscuote tanto successo all'estero, ma in Italia resta molto discusso. Il commento di JUANFRAN VALERON

Sergio Marchionne (Foto Ansa) Sergio Marchionne (Foto Ansa)

Dopo la copertina sul Time, non sono finiti gli elogi per Sergio Marchionne, Amministratore delegato di Fiat e Chrysler. Il manager italo-canadese viene infatti celebrato anche dal sito della rivista Fortune (che a dire la verità appartiene allo stesso gruppo del Time…), che già l’anno scorso gli aveva dedicato la copertina. Insomma, pare proprio che all’estero piaccia tanto il manager dal pulloverino blu. Indubbiamente Marchionne è riuscito (grazie anche alla collaborazione del sindacato di categoria Uaw e all’Amministrazione Obama) ad aiutare Chrysler a rialzarsi e prima ancora è stato capace di farsi scegliere insieme a Fiat per svolgere questo compito. Non è una cosa da dare per scontata quando si giudica il manager.

Il fatto è che le caratteristiche che lo rendono tanto popolare all’estero sono le stesse che lo fanno mettere in discussione in Italia. Pare poco conciliante e diplomatico. Alcuni mettono in discussione l’esistenza stessa di una strategia nelle sue azioni. Marchionne sembra in effetti calare sul piatto una carta alla volta, come un giocatore di poker. Il dubbio allora è: sta bleffando? Troppo presto per dirlo. Nell’anno che sta per finire si è dedicato molto al lato americano della sua azienda. Non gli si può dar torto: Chrysler è un boccone troppo ghiotto per lasciarselo scappare. Meglio metterci le mani sopra il prima possibile, acquistarne la maggioranza e studiare come acquisirla del tutto, anche perché il mercato americano è molto più promettente di quello europeo, e la quota di mercato della terza “regina” di Detroit potrà essere sicuramente maggiore di quanto può fare la Fiat in un asfittico mercato europeo dove utilitarie asiatiche o “low cost” e ammiraglie tedesche la fanno da padrone.

Tuttavia, non si può trascurare il Lingotto, specie in casa propria e dopo aver sbandierato ai quattro venti una strategia di rilancio in cambio di “sacrifici” da parte dei lavoratori. Non si può dopo aver trascinato il gruppo manifatturiero e industriale più importante d’Italia fuori da Confindustria: uno strappo storico, che può segnare l’inizio di una nuova epoca (speriamo positiva) per le relazioni industriali del Paese.


COMMENTI
12/12/2011 - COMMENTO e Suggerimenti (Carlo Antonio Giangregorio)

Sono Carlo Antonio:Imprenditore fin dal 1961: Nell'Arco del tempo ho dato da Vivere a Molte famiglie, ho sempre rispettato l'Operaio, in casi diversi sono stato molto rigido. -Un Mio Consiglio "Ormai da Uomo Saggio e VECCHIO", L'Operaio oggi "Vuole soltando" ma tende a dare molto poco. (Invece io dare un semplice consiglio: Per PRETENDERE uno Stipendio adeguato, bisogna essere FORTE nel saper "FARE" bene il suo Mestiere,non necessariamente restare inattesa di un comandante. Un Titolare di Qualunque Azienda E' sempre accomodante, non ha interessi di calpestare la Mano d'Opera- Attualmente abbiamo raggiunto un traguardo Difficilissimo- Divorziare da un Dipendente "NON" è più possibile- non sempre per un titolare tutto scorre FACILE.( Premetto: Il Costo attuale in Italia e Diventato insostenibbile, non solo per la mano d'opera, ma si aggravano tanti accessori molto gravosi da sostenere. -ES: Luce, Spazzatura, GAS, Tasse di Ogni Genere, Contributi Esosi sulla Busta Paga Uffici Colmi di personale NULLA Facenti, Assenze Ingiustificate,potrei continuare- Una dei PROBLEMI: Molto Gravi, l'Operaio non ha mai CAPITO e tende a non CAPIRE- Lo Stipendio di Un Operaio Specialista è Quasi Uguale a Quello di un Semplice e Incapace collega- Allora perchè non giungere a Queste Differenze- far capire all'Altro per raggiungere uno Stipendio Adeguato deve diventare un Tecnico anche LUI- Credo di aver dato il mio piccolo contributo per alcuni interessati a dialogare CORRETTAMENTE.Saluti.

 
11/12/2011 - Bugiardo e mentitore (mente libera)

Quest' uomo è solo un gran fanfarone, ma il suo disegno (ordito da altri più potenti) è quello di distruggere le conquiste dei lavoratori. Attenzione non è il mondo che deve cambiare la nostra vita, siamo noi che dobbiamo cambiare il mondo. 3 esempi del marchionne pensiero : - a Torino gli strilloni che vendono La Stampa sono all' improvviso spariti e sostituiti da cingalesi, indiani e altri immigrati, gli italiani estromessi più o meno con le buone. - La fiat ha rifiutato la fornitura di motori alla Lotus per un non ben specificato motivo ( facevano concorrenza a cosa?) oltre al guadagno, un mancato ritorno d' immagine. - in cina i maggiori competitori vendono 2 milioni di auto ciascuno la Fiat 46000 !!!!!!