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Economia e Finanza

MANOVRA/ Fini e Schifani: tagliamo subito gli stipendi

I presidenti di Senato e Camera Schifani e Fini, attraverso una nota fanno sapere che non è vero che il Parlamento non intende assumere comportamenti in sintonia con la grave crisi economica

Gianfranco FiniGianfranco Fini

I presidenti di Senato e Camera, Renato Schifani e Gianfranco Fini, attraverso una nota fanno sapere che «non corrisponde al vero quanto ipotizzato da alcuni organi di informazione circa la presunta volontà del Parlamento di non assumere comportamenti in sintonia con il rigore che la grave crisi economica-finanziaria impone a tutti». Anzi, continua la nota, i presidenti sollecitano Enrico Giovannini, presidente Istat, «a concludere nel più breve tempo possibile i lavori della commissione», incaricata di studiare le indennità parlamentari in Europa, «per poter subito procedere» al tanto discusso taglio delle indennità in Italia. Eppure solo poche ore fa sembrava che la polemica non dovesse placarsi, dopo l’annuncio dell’inserimento di un decreto all’interno della manovra Monti che parla appunto  di un taglio delle indennità parlamentari: all’inizio sembrava che secondo gli onorevoli questo rappresentasse un vero e proprio attacco all’autonomia del Parlamento. Secondo quanto inserito nella manovra, infatti, da gennaio dovrebbe scattare immediatamente un taglio sulle attuali indennità parlamentari in modo da renderle adeguate a quelle dei colleghi di altri Paesi europei. Tutto questo dopo il taglio del vitalizio già effettuato. Oltre a considerare questo atto anti costituzionale e lesivo della loro autonomia, i parlamentari credono che il taglio previsto possa portare all'aumento della spesa. E' quanto suggerisce la commissione affari costituzionali della Camera nell'esprimere il suo parere negativo sul decreto inserito in manovra, in particolare il settimo comma dell'articolo 23. Secondo tale comma, dal primo gennaio gli stipendi di amministratori, consiglieri, sindaci e parlamentari verrà equiparato a quello dei colleghi europei.  Ecco le cifre in questione. Al momento l'indennità di un parlamentare è di 11.704 euro al mese al netto della diaria. Nell'Unione europea invece tale indennità mediamente tocca la cifra dei 5.339 euro.