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Economia e Finanza

MANOVRA/ Taglio delle indennità parlamentari, gli onorevoli non ci stanno

La commissione affari costituzionali della Camera boccia l'articolo della manovra che taglierebbe le indennità parlamentari. E' lesiva dell'autonomia del Parlamento

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Polemiche sul decreto inserito nella manovra Monti che parla di un taglio delle indennità parlamentari. Per gli onorevoli di Senato e Camera un abuso che lede l'autonomia del Parlamento. Secondo quanto inserito nella manovra, infatti, da gennaio dovrebbe scattare immediatamente un taglio sulle attuali indennità parlamentari in modo da renderle adeguate a quelle dei colleghi di altri Paesi europei. Tutto questo dopo il taglio del vitalizio già effettuato. Troppo per i nostri parlamentari? Sembra che in realtà la rivolta a cui si assiste sia dettata principalmente da quello che è definito un atto anti costituzionale e lesivo della loro autonomia. Inoltre sempre secondo i parlamentari il taglio previsto porterebbe all'aumento della spesa. E' quanto suggerisce la commissione affari costituzionali della Camera nell'esprimere il suo parere negativo sul decreto inserito in manovra., in particolare il settimo comma dell'articolo 23. Secondo tale comma, dal primo gennaio gli stipendi di amministratori, consiglieri, sindaci e parlamentari verrà equiparato a quello dei colleghi europei.  Ecco le cifre in questione. Al momento l'indennità di un parlamentare è di 11.704 euro al mese al netto della diaria. Nell'Unione europea invece tale indennità mediamente tocca la cifra dei 5.339 euro. L'eurodeputato al Parlamento europeo prende invece una indennità di 5.900 euro, quanto preferirebbero i nostri parlamentari, tenendo però conto il che il Parlamento europeo per quanto riguarda  le spese vive come i viaggi in aereo effettua rimborsi a parte, con una semplice presentazione di una ricevuta. Il senatore Benedetto Adragna sostiene che tocca a loro decidere come e quanto tagliare: "Quell'intervento, giusto nel merito, lede l'autonomia del Parlamento. Se non lo faranno prima i colleghi della Camera, il nostro collegio dei questori depositerà un emendamento correttivo. Puntiamo all'equiparazione ai parlamentari europei, con tutto ciò che ne consegue". C'è poi il fatto che con questo taglio, i costi per lo Stato aumenterebbero invece di ridursi, addirittura raddoppiandoli. Necessario, sostengono gli esperti, individuare una soglia effettiva delle indennità nette, perché il lordo non farebbe testo e la fiscalità è diversa da nazione a nazione.