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FIAT/ Bertinotti: vi spiego perché Marchionne ha rottamato l’auto e l'Italia

Pubblicazione:mercoledì 14 dicembre 2011

Sergio Marchionne (Foto Ansa) Sergio Marchionne (Foto Ansa)

Per comprenderlo basta confrontare questo primo Marchionne con il secondo, formato Chrysler, passato attraverso la proposta e poi il diktat del modello tragicamente regressivo di Pomigliano d’Arco e poi di Mirafiori. In questo secondo modello ci sono la chiusura degli stabilimenti, da Termini Imerese fino alla produzione di bus, e un allontanamento dal programma di investimenti che era stato promesso. In ogni caso questo secondo Marchionne non si caratterizza come un produttore di modelli di automobili e nemmeno come un innovatore, né del prodotto né del processo produttivo, ma invece come l’inventore di un sistema di relazioni industriali, che è quello che si è visto alla prova a Mirafiori e Pomigliano.

In pratica, in che cosa consiste il modello del secondo Marchionne?

Nell’adozione di sistemi industriali di una fabbrica non Union. E’ quindi un modello di relazioni sindacali che passa per la messa in discussione di tutte le conquiste realizzate, dalle pause, alla mensa, alla fascia di tempo necessaria per gli spostamenti, fino all’esclusione di qualunque sindacato che non accetti i diktat aziendali.

La decisione di chiudere Termini Imerese è stata dettata però dal fatto che lo stabilimento non era più sufficientemente produttivo. Un problema di gestione da parte di Fiat o una scelta sbagliata a monte nel voler costruire un impianto in quella zona?

Termini Imerese aveva senso in un sistema produttivo aziendale il cui baricentro era l’Italia, e in cui tutte le risorse italiane dovevano essere valorizzate. Compreso quindi lo stabilimento di Termini Imerese che fu progettato ben sapendo le difficoltà logistiche che avrebbe comportato, ma anche i vantaggi di credito che avrebbe generato nei confronti dei poteri pubblici. Nel momento in cui il baricentro dell’impegno Fiat si è spostato oltreoceano, la strategia è stata rivista e Fiat ha abbandonato questo come altri impianti del Paese.

L’uscita di Fiat da Confindustria nasce dall’immobilismo dell’associazione degli industriali o dalla volontà di Marchionne di non adeguarsi alle condizioni accettate da tutti gli altri imprenditori italiani?


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COMMENTI
15/12/2011 - Bertinotti/Marchionne (alberto servi)

Bertinotti intervistato afferma che: "Un imprenditore si misura dai risultati di produzione e di occupazione, il resto sono fatti suoi." Non dà importanza a come si sviluppa la produzione e ai suoi costi. Mi chiedo se secondo lui la remunerazione dei livelli occupazionali debba essere sempre considerata una variabile indipendente.

 
14/12/2011 - Bugiardo e mentitore (mente libera)

Un commento su questo ominicchio che si crede il salvatore della patria ( affari Italiani , economia) ma che giustamente paga le tasse in Svizzera, Pontifica sulle sue ricette per salvare l’Italia ma ha fatto perdere quote di mercato in Italia ( -10% in 5 anni) e in Europa ( -50%) in asia vende 100 volte di meno dei concorrenti. Un fallimaento, nei prossimi 2 anni non ci saranno modelli nuovi da produrre e lui pensa cha a salvare la redditività e la produttività ( dell’ aria fritta) serva aver più straordinario ( ma non sale il costo del lavoro?). Poi sull’ accordo con i QUQUARAQUA SINDACALI c’ è da ridere il favoloso premio di 600 € è inferiore a quello percepito oggi, l’ assenteismo su cui si deciderà se pagare o meno i primi 2 giorni di malattia , a detta dell’ imps è inferiore al limite impostato, ma per l’ azienda è 3 volte superiore , questi sindacatinio come lo contolleranno? Ricordiamoci che Marchionne è il nuovo Pinocchio , i 20 miliardi di investimento non si vedono ( una parte serve a pagare i debiti di chrysler e gli interessi), la cassa integrazione continua ad aumentare, chiude Irisbus , con importanti commesse. E inoltre la Fiat è tecnicamente Fallita , i debiti superano la capitalizzazione.