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MANOVRA/ Nuova aliquota sul tabacco, aumentano le sigarette

Deciso l'aumento dell'aliquota sul tabacco, aumenta il prezzo delle sigarette. L'aumento per compensare la riduzione della tassa sulle auto di lusso e sugli yacht

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Sigarette e benzina: tutti i governi nelle loro manovre per recuperare fondi finiscono sempre per attingere a due entrate sicure e garantite. La benzina, con gli aumenti dell'accise, è già stata abbondantemente gravata di spesa in più, adesso tocca alle sigarette. Se della benzina è difficile farne a meno, per chi usa la macchina per lavoro o per spostarsi in vacanza, delle sigarette quantomeno se ne può fare a meno, visto che poi sono anche dannose alla salute. Rimangono tasse che infastidiscono la gente perché si finisce sempre per colpire su bisogni elementari, sfizi, piaceri personali che consentono però allo Stato di incamerare grosse cifre. Quello che stavolta rende più odioso l'aumento sul tabacco è però il fatto che tale aumento è stato deciso per compensare il mancato introito dovuto dallo sconto fatto sulle super tasse previste per i possessori di auto di lusso e di yacht. L'emendamento approvato dalle commissioni Bilancio e Finanze della Camera infatti ha stabilito una riduzione progressiva dell'addizionale sulle auto al 60, 30 e 15% rispettivamente dopo 5, 10 e 15 anni, e la completa cancellazione dopo 20 anni. Graduale diminuzione anche per le barche. I ricchi hanno protestato, i poveri (è risaputo che a fumare sono soprattutto gli appartenenti alle classi medio basse) pagheranno. La cifra dell'aumento non è ancora stata decisa: lo scorso settembre, pochi mesi fa dunque, il precedente governo aveva già provveduto a un inasprimento dei prezzi con un aumento tra i 15 e i 20 centesimi a pacchetto. Al momento si sa che il governo ha introdotto una clausola di copertura che permette con decreto direttoriale dell'amministrazione autonoma dei Monopoli di decidere la nuova aliquota dell'accise del tabacco da fumo. Secondo calcoli fatti da Adusbef e Federconsumatori, il costo complessivo per le famiglie italiane della manovra Monti la ricaduta al 2014 sarà di 1129 euro all'anno per famiglia. A questa cifra va aggiunto quanto il precedente governo Berlusconi aveva già messo da pagare per arrivare a un esborso totale di 3.160 euro, con un impatto sulla capacità del consumo del 7,6%.