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CONFINDUSTRIA/ Allarme: "Nel 2013 800mila disoccupati in più, pressione fiscale in aumento"

Pubblicazione:giovedì 15 dicembre 2011

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E' preoccupante e tragico allo stesso tempo il quadro che Confidustria delinea per il prossimo futuro, i prossimi due anni. Pil in calo nel 2012, disoccupazione in forte aumento nel 2013 e pressione fiscale sui cittadini a livello record. Tutto questo nonostante le annunciate misure di riforma del sistema da parte del governo Monti. Queste indicazioni sono contenute in un documento a cura del Centro studi di Confindustria reso noto oggi che in questa situazione rilascia anche un commento positivo: si scommette infatti sul veloce superamento della crisi di Eurozona con un ritorno del pil a cifre positive dal terzo trimestre del 2012. E' dunque necessario, continua il documento, preparare le condizioni sin da subito per per ripartire bene fra sei mesi in tal modo il pil potrebbe tornare positivo nel 2013. Intanto le cifre negative: la pressione fiscale sui cittadini nel 2013 raggiungerà il record negativo del 54%; diverse le aziende che sono a rischio fallimento; recessione nel 2012; un aumento a quota 800mila disoccupati previsto per il 2013. Per quanto riguarda la pressione fiscale, il documento precisa che salirà al 45,1% nel 2012 e poi ancora al 45,5% del Pil nel 2013, ma la pressione disfale effettiva sentita dal cittadino arriverà al 54%. Per quanto riguarda l'occupazione, Confindustria fa sapere che nel prossimo futuro è assai probabile "che si attenui il reintegro delle persone in Cig, aumentino i licenziamenti, il tasso di disoccupazione salga più velocemente e raggiunga il 9% a fine 2012". Si conterebbero cioè 219mila persone senza lavoro nel biennio 2012-13 con un calo di occupati dal 2008 - inizio crisi - di 800mila unità. Parlando dei provvedimenti presi dall'esecutivo, il Centro studi di Confindustria li commenta in modo positivo, "obbiettivi più credibili che possono permettere il pareggio di bilancio nel 2013. Sono misure che per forza di cose frenano il pil, ma senza di esse si sarebbe in un "percorso pre fallimentare". Il Centro studi poi fa notare come nei primi dieci mesi dell'anno in corso le entrate tributarie siano arrivate a una crescita tendenziale dell'1,5%, più 4,508 miliardi di euro.


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