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FIAT/ Wood (Usa): ma quale "salvatore", Marchionne qui non se la passa bene

Sergio Marchionne (Foto Ansa) Sergio Marchionne (Foto Ansa)

Il punto è che Fiat deve superare una persistente opinione negativa sull’affidabilità delle sue auto. E ricordo che nel censimento del 2000, 35 milioni di americani risultavano avere più di 65 anni, e il 53% di essi si trova nella classe 65-74 anni. Se molti dei membri di questa classe d’età non sono probabilmente da considerare possibili acquirenti di auto Fiat/Chrysler, molti di loro ricorderanno però i primi tentativi di Fiat di vendere con successo auto negli Stati Uniti, quando l’acronimo Fiat veniva tradotto con “Fix It Again Tony” (aggiustala un’altra volta,Tony).

 

Fiat/Chrysler è riuscita a produrre dei veicoli di successo caratterizzati da piccole dimensioni e basso consumo di benzina?

 

Storicamente, i costruttori di auto negli Stati Uniti non hanno mai dimostrato entusiasmo per sviluppare e produrre auto a basso consumo o con carburanti alternativi. La progettazione e la produzione sono state per molto tempo legate alla disponibilità e al prezzo della benzina e non è un segreto che molti americani provano orgoglio nel guidare auto potenti, le cosiddette “muscle cars”.

 

Obama però ha tentato di invertire questa tendenza …

 

Nel 2009 l’Amministrazione Obama ha invitato i produttori Usa ad aumentare l’efficienza delle auto vendute negli Stati Uniti a 35,5 miglia per gallone (circa 15 km/l) entro il 2016, quattro anni prima di quanto imposto dalle leggi federali. Si prevede che la tecnologia necessaria per raggiungere questo obiettivo di consumo di carburante per auto e camion porterà a un incremento di circa 1.300 dollari al prezzo medio delle auto. Attualmente, Chrysler reclamizza per le sue auto un consumo di circa 17 miglia per gallone (circa 7,2 km/l) in città e di 31 (13,2 km/l) in autostrada, consumi che sembrano in linea con gli standard americani. L’agenzia governativa Epa per il 2012 elenca 10 modelli leader sotto il profilo del consumo di carburante: Chevy Volt, un ibrido plug-in è al quarto posto, tutti gli altri modelli sono stranieri.

 

L’Europa è ora considerata il centro della crisi finanziaria a livello globale. Che cosa possiamo imparare dal fatto che la Fiat, un’impresa europea, ha reso possibile il salvataggio di Chrysler, una società Usa?

 

L’investimento della Fiat in una società americana ha creato molto rumore in tutto il mondo, ma non è di certo l’unico investimento fatto da società straniere in imprese statunitensi. E non ho nessun elemento che mi possa portare a dire che le difficoltà finanziarie europee abbiano alcuna relazione con investimenti esteri negli Stati Uniti.

 

(Pietro Vernizzi)

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