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FINANZA/ 1. Ecco i nuovi "trucchi" delle banche che aggravano la crisi

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A confermare il conto alla rovescia ormai iniziato per il settore a livello globale ci ha pensato Kyle Bass, fondatore dell’Hayman Capital Management e miliardario grazie alle sue scommesse sul collasso de mercato immobiliare Usa: insomma, una che ci azzecca e vede lungo. Ecco le sue parole in un’intervista alla BNN: «Quando il domino comincia, è chiaro che le nazioni europee periferiche che normalmente denominano come Piigs dovranno ristrutturare le loro obbligazioni. Penso che questo processo comincerà molto prima di quanto si pensi, prepariamoci per questa evoluzione nel 2012. Già ora vediamo i depositi abbandonare i periferici a un tasso annualizzato superiore al 20% (6,8 miliardi di euro di depositi privati e corporate sono fuggiti dalle banche greche nel solo mese di ottobre), questo è il segnale precursore finale del default sovrano europeo e questo sta accadendo proprio mentre stiamo parlando». Al centro della partita, nemmeno a dirlo, le banche: «Le banche europee hanno tre volte la leva equity to assets di quelle americane. Una volta ricapitalizzate le sue banche, in un mondo di fatto nuovo, la stessa Germania avrà una ratio debito/Pil superiore al 100%». Insomma, guai in vista. Destinati ad aggravarsi a causa di quel mondo oscuro e parallelo che è lo “shadow banking system” e la bomba creditizia su cui sta seduto.

Cosa sia lo “shadow banking system” di cui vi ho parlato già la scorsa settimana è presto detto: è un insieme di intermediari, hedge funds come securities brokers, in grado di svolgere attività di fatto bancarie senza essere però sottoposti ai controlli di vigilanza tipici del sistema bancario. Il problema è che a fronte di questa semplicità di descrizione, esistono mille lacci e laccioli (oltre a potenti lobbies) che ancora oggi non hanno permesso al Financial Stability Board non solo di definire regole per il settore ma nemmeno di “mappare e definire” questo settore: era lo scorso 7 febbraio quando il segretario, Svein Andresen, rese noto che quel giorno stesso, attraverso una teleconferenza, si sarebbero riviste le norme internazionali in materia di regolamentazione. Nulla di fatto. Poi si parlò del G20 come luogo deputato a questo compito. Nulla di fatto, stiamo ancora aspettando. In compenso alcune certezze ci sono, come ad esempio il fatto che il cosiddetto “sistema bancario ombra” ha mosso capitali per circa 16mila miliardi di dollari solo nel primo trimestre del 2010, dati della Fed di New York e soprattutto che la mancata regolazione di questo settore ha portato con sé un aggravamento della crisi in atto, attraverso i rischi sistemici connessi all’operatività e l’arbitraggio regolatorio. Già, perché l’inazione rispetto all’intermediazione creditizia non bancaria rischia di trasformare una crisi già di per sé gravissima in un qualcosa di letale, anche grazie alla legislazione statunitense Dodd-Frank che, non sappiamo quanto involontariamente, sta di fatto rendendo lo “shadow banking system” più allettante per i soggetti del mercato rispetto al sistema bancario tradizionale.

Non a caso la settimana scorsa la Bce ha reso noto che saranno più accomodanti i criteri sul collaterale. Ovvero, la Banca centrale europea ha ampliato la gamma di titoli che le banche possono fornire come collaterale, cioè come garanzia in cambio di liquidità, includendovi fra l’altro le Abs, i titoli garantiti da attivi come i mutui. Gran brutto segnale, rispetto alla reale entità della crisi che stiamo per affrontare. Due, come anticipato, i rischi. Quelli sistemici, dovuti alla natura stessa di attività che generano maturities e/o trasformazione di liquidità, coinvolge rischi di trasferimento del credito e crea o facilita la leva e quelli di arbitraggio regolatorio, visto che lo “shadow banking system” può essere utilizzato per eludere o minare le regolamentazioni bancarie.


COMMENTI
15/12/2011 - Moral Hazard (J B)

Proprio il moral hazard di cui si discuteva e proprio il risultato dei vari programmi di QE (diretti o meno) intrapresi dalle banche centrali in questi anni. Non hanno lasciato fallire il sistema, ed ecco il risultato: più moral hazard, più debiti e problemi enormi per tutti! Un'indiretta conferma, caro Bottarelli, che il "dottor Draghi si stampi" porta ancora più moral hazard. Visto mi pare di capire che sia un lettore di zerohedge come me, perchè non commenta le altre previsioni di Kyle Bass apparse su una recente intervista dove dice che secondo lui la BCE stamperà a default avvenuto per tenere in piedi il sistema dei pagamenti, che poi, a mio avviso, è ciò che ci separa da una guerra civile? Saluti JB (non si disperi per le iniziali, caro Cordiero.)