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FINANZA/ 1. Ecco i nuovi "trucchi" delle banche che aggravano la crisi

Alcune banche appaiono formalmente solventi e con i numeri in regola rispetto ai parametri richiesti. Tuttavia, spiega MAURO BOTTARELLI, la realtà effettiva è un’altra

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Nel mio articolo di martedì ponevo l’accento sulla debolezza del sistema bancario europeo e sul fatto che potrebbe essere una banca tedesca a innescare il domino finale. Detto fatto, nel primo pomeriggio di ieri è giunta la notizia che la Germania ha riattivato il suo fondo di salvataggio del settore finanziario, Soffin, da 360 miliardi di euro complessivi per tutelare le banche dall’intensificarsi della crisi del debito. Il fondo, istituito all’apice della crisi finanziaria nel 2008, era stato chiuso nel 2010. La sua potenza di fuoco è pari a 60 miliardi di euro per eventuali ricapitalizzazioni dirette e 300 miliardi di garanzie. Insomma, nonostante le solite smentite di rito, Commerzbank, la seconda banca del Paese, sta proprio andando a zampe all’aria, altro che gli ulteriori 5,3 miliardi di patrimonio richiesti dall’Eba da trovare serenamente sul mercato.

Ma mentre al Senato Mario Monti vaneggia di Tobin Tax a livello europeo (Wall Street e le piazze asiatiche sentitamente ringraziano, ma temo che anche Londra dirà chiaro e tondo all’ex consulente di Goldman Sachs cosa farci con la sua tassa sulle transazioni finanziarie), è guerra aperta tra Abi, l’Associazione bancaria italiana, e proprio l’Eba, l’Autorità bancaria europea. Noto il motivo del contendere, ovvero i nuovi requisiti di capitale per gli istituti dell’eurozona, il famoso Tier 1 che si vorrebbe portare al 9% a fronte della ridenominazione forzata a livello “junk” del debito periferico europeo detenuto. E sapete perché questa guerra è così dura, perché il solitamente compassato presidente Mussari pare Rambo nella savana? Guardate questo grafico e capirete da soli.

Se le banche saranno costrette a trattare i debiti sovrani come assets a rischio e lo standard di capitale sarà innalzato al 9%, le necessità di rifinanziamento saliranno a 289 miliardi di euro, un livello che non prevede nessun salvatore in grado di intervenire per un salvataggio e che porterà alla traumatica fine del superciclo del debito globale. In testa alla classifica ci sono le banche spagnole con necessità per 69 miliardi di euro, poi quelle francesi e italiane, ma quelle tedesche, formalmente sanissime, dovrebbe trovare capitale per 43 miliardi di euro. E gli investitori equity avranno ben poco da ridere anche loro, visto che al 7 dicembre scorso le necessità erano al 98% della capitalizzazione di mercato per la media delle banche italiane, al 60% per quelle francesi, al 48% per quelle spagnole e al 70% per quelle tedesche (ora capite perché Goldman Sachs ha messo nella lista “buy” i titoli bancari per i propri clienti? Per disfarsene!).

geofinanza.ilsussidiario.net


COMMENTI
15/12/2011 - Moral Hazard (J B)

Proprio il moral hazard di cui si discuteva e proprio il risultato dei vari programmi di QE (diretti o meno) intrapresi dalle banche centrali in questi anni. Non hanno lasciato fallire il sistema, ed ecco il risultato: più moral hazard, più debiti e problemi enormi per tutti! Un'indiretta conferma, caro Bottarelli, che il "dottor Draghi si stampi" porta ancora più moral hazard. Visto mi pare di capire che sia un lettore di zerohedge come me, perchè non commenta le altre previsioni di Kyle Bass apparse su una recente intervista dove dice che secondo lui la BCE stamperà a default avvenuto per tenere in piedi il sistema dei pagamenti, che poi, a mio avviso, è ciò che ci separa da una guerra civile? Saluti JB (non si disperi per le iniziali, caro Cordiero.)