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FINANZA/ 1. Ecco i nuovi "trucchi" delle banche che aggravano la crisi

Pubblicazione:giovedì 15 dicembre 2011

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Partiamo dalla descrizione della prima tipologia di rischio. La fornitura di trasformazione maturity/liquidità (per “maturity transformation” si intende l’attività di emettere liabilities a breve termine come depositi e trasformarli in assets di medio lungo termine come i prestiti mentre la “liquidity transformation” è l’emissione di liabilities liquide per finanziare assets illiquidi, ovvero difficilmente convertibili in cash senza una perdita di valore nominale) e leva può infatti tradurre l’intermediazione creditizia da parte di entità non bancarie di fatto in “bancaria” e accrescere le preoccupazioni per l’aumento di rischio sistemico. Nel mercato bancario ombra, i fondi possono essere raccolti da fornitori (cittadini, aziende, istituzioni finanziarie) attraverso liabilities di breve termine o callable, incluse le operazioni repo. Questi fondi sono poi trasformati (a volte attraverso la sicuritazione) in assets come mutui, prestiti e altri assets a lungo termine o meno liquidi. Ma possono anche essere re-investiti (o il collaterale subire un re-hypothecation) per creare leva.

Ovviamente, anche le banche “normali” offrono simili trasformazioni maturity/liquidity e usano la leva nelle loro attività di intermediazione creditizia, quale il rischio quindi? Primo, lo shadow banking system non ha standard prudenziali e di supervisione, secondo il combinato di maturity/liquidity transformation e leva nel finanziamento a breve termine creano il rischio di creare moderne “bank run” se intrapresi su una scala sufficientemente larga. Ovvero, un ritiro dal mercato degli strumenti run-able come ABCP a breve scadenza, repo a breve termine o investimenti money fund potrebbe minare alle fondamenta l’intero sistema finanziario. La leva creata all’interno del sistema bancario ombra, inoltre, può amplificare la prociclicità. Ovvero, attraverso l’utilizzo di finanziamento collateralizzato come operazioni repo o il reinvestimento di collaterale cash dal prestito di securities o ancora il trasferimento del rischio creditizio attraverso la sicuritazione, la attività di “shadow banking” possono facilitare l’alta leva, specialmente quando i prezzi degli assets sono votati all’ottimismo e margini e haircuts sul finanziamento assicurato sono bassi.

Questo però espone i partecipanti al mercato a una potenziale spaccatura quando, come oggi, la fiducia evapora sui mercati, il valore delle securities poste a collaterale crolla e margini e haircuts sono aumentati, portando potenzialmente repentino deleveraging e vendite di assets. Ancora, i rischi sistemici aumentano data l’enorme interconnessione tra il sistema bancario ufficiale e quello ombra. Le banche, infatti, molto spesso sono parte integrante della catena del sistema ombra o forniscono - esplicito o implicito - supporto alle entità del sistema ombra per permettere le maturity/liquidity transformations e facilitarne le attività. Inoltre, le banche ufficiali investono in prodotti finanziari emessi da entità del sistema ombra, così come altri fornitori di finanziamento, dai privati cittadini alle aziende. Questa interconnessione, oltre a esacerbare la prociclicità della leva, con rischi di bolle sul prezzo degli assets, può amplificare - come sta accadendo in questo periodo - le reazioni del mercato quando la liquidità diviene scarsa sui mercati finanziari.

Ci sono poi vere e proprie zone oscure in cui si può operare nel più totale spregio delle regole. Le audizioni di questi giorni negli Usa di Jon Corzine, l’ex numero uno di Mf Global, in tal senso stanno regalando vere e proprie perle. Non soltanto, infatti, il fondo vendette 2 miliardi di bond italiani a George Soros nonostante avesse già fatto richiesta di bancarotta, ma, addirittura, dopo la liquidazione, Mf Global vendette a Jp Morgan e a un grosso hedge fund sempre bonds italiani (bella gente che detiene il nostro debito, poi ci chiediamo se per caso siano sotto attacco speculativo) con uno sconto del 5%, ovvero facendoli pagare 89 cents contro il prezzo di mercato dell’epoca di 94 cents (l’altro ieri, stando a dati Tradeweb, erano trattati a 96 cents). E di più, sempre più analisti negli Usa cominciano a pensare che il crollo così repentino di Mf Global su scommesse proprio sul debito italiano sia stato premeditato e che i soldi, a differenza di quanto afferma Corzine, non siano affatto spariti ma finiti in una “shell trading company”, ovvero un’azienda che replicava esattamente al contrario le scommesse della Mf Global, trovandosi quindi dalla parte vincente della medaglia, visto la fallacità di tutte le scelte di Jon Corzine e soci. I derivati, infatti, a differenza delle azioni, sono basicamente prodotti a somma zero: il guadagno di qualcuno è la perdita di qualcun’altro, al netto delle commissioni.


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COMMENTI
15/12/2011 - Moral Hazard (J B)

Proprio il moral hazard di cui si discuteva e proprio il risultato dei vari programmi di QE (diretti o meno) intrapresi dalle banche centrali in questi anni. Non hanno lasciato fallire il sistema, ed ecco il risultato: più moral hazard, più debiti e problemi enormi per tutti! Un'indiretta conferma, caro Bottarelli, che il "dottor Draghi si stampi" porta ancora più moral hazard. Visto mi pare di capire che sia un lettore di zerohedge come me, perchè non commenta le altre previsioni di Kyle Bass apparse su una recente intervista dove dice che secondo lui la BCE stamperà a default avvenuto per tenere in piedi il sistema dei pagamenti, che poi, a mio avviso, è ciò che ci separa da una guerra civile? Saluti JB (non si disperi per le iniziali, caro Cordiero.)