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FINANZA/ 1. Ecco i nuovi "trucchi" delle banche che aggravano la crisi

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Veniamo ora al secondo rischio, quello di arbitraggio regolatorio. Il sistema bancario ombra, infatti, agisce come quello ufficiale pur non avendo le medesime restrizioni regolatorie. Se parti del sistema ombra sono messe in condizione di operare senza internalizzare il vero costo del rischio e contemporaneamente garantirsi un vantaggio nel finanziamento rispetto a banche per le quali lo scopo della regolazione è di realizzare proprio quella internalizzazione, si creano opportunità per un arbitraggio che potrebbe minare la regolazione bancaria e portare a una creazione di leva addizionale e rischi per l’intero sistema. Le banche ufficiali, inoltre, utilizzano il sistema ombra per incrementare la leva e trovare metodi per eludere i propri requisiti di capitale o liquidità.

Bene, lo scorso 12 aprile il Financial Stability Board pubblicò un report su questi rischi e criticità, intitolato “Shadow Banking: Scoping the Issue” e denunciando l’urgenza di un intervento nel sistema ombra: risultato? Zero e ora i rischi stanno crescendo a dismisura, con banche formalmente solventi e con bilancio e Core Tier 1 in ordine con le normative Eba, solo grazie a questi trucchetti cucinati a go go sulla piazza londinese (capito ora il vero motivo del no di David Cameron all’Ue?). In compenso, la stessa Eba obbliga le banche a considerare tossici i titoli del debito sovrano europeo, ma si guarda bene dall’intervenire sul livello 3, perché è meglio non vedere quel che c’è realmente sotto la riga immaginaria dei derivati strutturati che sono più o meno presenti nei bilanci delle banche europee.

«O sono tutti matti, o si copre la questione perché non si ha la più pallida idea di come correggere e cominciare a far rientrare la situazione», mi ha confidenzialmente detto un banchiere popolare. Fortuna che dopo il crollo di Lehman Brothers e il quasi fallimento di Aig sembravano tutti diventati delle dame di San Vincenzo...

 

P.S. E, cari amici, che la situazione stia precipitando ce lo dice anche un altro dato. Due settimane fa, quando le principali banche centrali sfoderarono il bazooka abbassando il costo del finanziamento in dollari di 50 punti base attraverso le linee di swap della Fed, con un grafico vi dimostrai come l’effetto di queste operazioni dura mediamente due settimane, prima di svanire (fu così lo scorso settembre). Detto fatto, ieri i due principali indicatori di liquidità - quelli sugli swap a 3 mesi e 1 anno - ci hanno detto chiaramente che la scarsità di dollari sul mercato è tornata, nonostante questa volta la Fed avesse implicitamente un backstop illimitato alla sua operatività. Se nemmeno questo basta per far sparire dai mercati i timori per il rischio sulla liquidità, vuol dire che siamo in guai enormi, non grossi.

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COMMENTI
15/12/2011 - Moral Hazard (J B)

Proprio il moral hazard di cui si discuteva e proprio il risultato dei vari programmi di QE (diretti o meno) intrapresi dalle banche centrali in questi anni. Non hanno lasciato fallire il sistema, ed ecco il risultato: più moral hazard, più debiti e problemi enormi per tutti! Un'indiretta conferma, caro Bottarelli, che il "dottor Draghi si stampi" porta ancora più moral hazard. Visto mi pare di capire che sia un lettore di zerohedge come me, perchè non commenta le altre previsioni di Kyle Bass apparse su una recente intervista dove dice che secondo lui la BCE stamperà a default avvenuto per tenere in piedi il sistema dei pagamenti, che poi, a mio avviso, è ciò che ci separa da una guerra civile? Saluti JB (non si disperi per le iniziali, caro Cordiero.)