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Economia e Finanza

MANOVRA/ 1. Sapelli: siamo in uno Stato di polizia fiscale. Grazie a Monti

Mario Monti (Foto Imagoeconomica)Mario Monti (Foto Imagoeconomica)

Il fatto più preoccupante che è l’ormai conclamata separazione tra intellettuali e popolo, se questi signori si possono definire degli intellettuali. Nessuno di questi sa più, non conosce più e pare quasi disinteressarsi di come vive il popolo, di come vivono le persone in carne e ossa. Qui non c’è bisogno di mettersi a piangere per spiegare alcuni interventi traumatici, occorre solo non farli. Anzi, è meglio evitare di piangere e soprattutto di fare piangere altri.

 

C’è un altro fatto da considerare. Non parliamo di crescita in un momento come questo, per carità di patria. Ma tutte le liberalizzazioni, le grandi dismissioni del patrimonio immobiliare dello Stato sembrano rinviate o svanite. E le poche liberalizzazioni hanno pure provocato la rivolta di farmacisti e tassisti.

 

Su quest’ultimo punto c’è probabilmente il pensiero popolare, che di solito è molto più sottile di quanto si pensi, basato sul fatto che questo governo non ha alcuna legittimità o peso reale. Liberalizzazioni e dismissioni sono state dimenticate o rinviate, mentre erano necessarie, fondamentali. Non ci voleva molto a costituire un’istituzione, un veicolo per valorizzare e poi mettere in vendita un patrimonio statale enorme. Spero che ci arriveranno. Mi domando solo: quando?

 

Intanto, mentre in Italia si discuteva di correttivi alla manovra, sui mercati si è vissuta un’altra giornata cupa. A cosa è servito allora l’ultimo summit europeo?

 

Ho visto un vertice europeo che mi pare dannoso se non catastrofico. Innanzitutto, per la rottura della Gran Bretagna, l’unica che può riequilibrare la Germania in Europa. La Francia da sola, infatti, non è in grado di farlo. Poi c’è la perdita di tempo: si rinegozierà a marzo. E quanto a perdita di tempo - basta pensare al “caso greco” - gli europei sembrano i campioni del mondo. In più, la situazione complessiva, con la mancanza di liquidità delle banche, il blocco del cosiddetto interbancario che a sua volta rende problematico il credito. Poi la signora Angela Merkel che cerca di salvare le sue banche stracolme di titoli tossici. Infine, questo meccanismo di “triangolazioni”, per cui la Bce prende soldi dagli Stati, poi li da al Fondo monetario internazionale, che a sua volta lì dà agli Stati, con complicazioni evidenti. Qui non ci si rende conto di una cosa.

 

Quale?

 

Ormai si è in recessione e non pare che ci si renda conto che si può andare in depressione. Se questa situazione si avvita ancora un po’, si può toccare una recessione peggiore di quella successiva al 1929 e che può coinvolgere tutto il mondo. Anche la Cina si sta fermando, la bolla immobiliare cinese sta scoppiando, il prezzo delle case sta scendendo. Poi ci sono i problemi della disoccupazione: il 43% del 7% della disoccupazione in Germania è strutturale, così come il 56% del 9% della disoccupazione in Brasile. Io mi domando se qualcuno se ne rende conto.

 

Persino l’oligopolio finanziario mondiale sta preoccupandosi, a quanto sembra.


COMMENTI
16/12/2011 - intervista al professore Sapelli (Massimo Innocenti)

Sono Italiano e vivo e lavoro all'estero. Vorrei sapere quali commenti il professore ha eventualmente espresso prima del nuovo Governo e precisamente sul precedente Governo di centro destra. Questo per avere un quadro sul pensiero del professore. Aggiungo al margine. Ma vi rendete conto della nostra immagine all'estero, di quanto sia caduta in basso con il precedente governo? E' il fallimento della classe politica italiana, tutta. Almeno auguriamoci di poter tirare su la testa, se per questo abbiamo bisogno di Monti, beh, che ben venga, saluti a tutti da Londra

 
15/12/2011 - Follia pura (Mariano Belli)

Io direi anche di peggio, caro prof.Sapelli: siamo in mano a 2 pazzi (Merkel e Monti) che stanno distruggendo l'Europa e 60 anni di benessere, e forse di pace, faticosamente costruiti.

 
15/12/2011 - Chiudere (Diego Perna)

Questa crisi non e democratica, non e uguale per tutti, anzi per alcuni e una manna. Mi chiedo quanto puó durare ancora.

 
15/12/2011 - liberalizzazioni e dimissioni perchè? (Samuela Vercelli)

vorrei che Sapelli e tutti gli altri che ne parlano ci spiegassero quale sarebbe il vantaggio dalla dismissioni dei beni dello Stato: qualunque persona di buon senso è in grado di rendersi conto che questa è una follia e che invece dovremmo fare in modo da usarli al meglio nell'interesse di tutti. Ci sono molti beni dello Stato gestiti in maniera pessima e renderebbe di più gestirli che venderli, non si dica che non si può fare...

 
15/12/2011 - spremere con tasse e balzelli (Fabrizio Terruzzi)

spremere con tasse e balzelli il contribuente è il lavoro più facile e trito, per il quale un qualsiasi tecnico, svincolato da logiche elettorali, poteva essere altrettanto capace. C'è stata una certa ricerca di equità, ma c'è stata altrettanta mancanza di fantasia e di creatività. Ad es. è proprio necessario torchiare sempre di più i cittadini per poter continuare a rendere loro gratuitamente servizi magari scadenti? Non era meglio sospendere provvidenze dello stato sociale a chi per patrimonio o reddito può farne a meno? Per loro maggiore libertà e migliori servizi anche se a pagamento. E un freno all'ingerenza dello stato oltreché uno stimolo ad una maggiore concorrenza. Ben poco è stato fatto (al momento) per limitare le aree di parassitismo, inefficienza, sprechi di denaro pubblico e per stimolare l'economia. Insomma il lavoro più difficile è ancora tutto da fare e ho l'impressione che le idee in proposito siano poche o poco chiare. Ciononostante speriamo in bene, altro non possiamo.

 
15/12/2011 - taxi gialli, pensionati rossi,nordisti verdi (francesco taddei)

lo scollamento degli intellettuali dal popolo non è l'unica forma di separazione. esistono divisioni molto forti fra i vari interessi delle clessi produttive a tutti i livelli. fino a quando i partiti, invece di difendere questo o quell'interesse, non inizieranno a ricostruire legemi fra le varie parti della società una coesione sociale resterà un miraggio. io non vedo al momento politici di tale risma. poi mi domando: quanto ne sanno gli italiani di libero mercato? o di servizio pubblico non statale(che pure esiste)?