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MANOVRA/ 1. Sapelli: siamo in uno Stato di polizia fiscale. Grazie a Monti

La manovra si prepara ad affrontare il voto parlamentare dopo le ultime modifiche apportate con gli emendamenti. Il commento di GIULIO SAPELLI sui provvedimenti

Mario Monti (Foto Imagoeconomica) Mario Monti (Foto Imagoeconomica)

Giulio Sapelli, rara specie di economista umanista, con un spirito critico che lo distingue sempre nella nebbia cloroformizzata dei media italiani, dice quello che pensa sulla manovra del Governo Monti in piena libertà e indipendenza di giudizio, sicuro di rischiare l’impopolarità, ma con tutta probabilità onorando la tranquillità della sua coscienza.

Professor Sapelli, ci sono stati correttivi alla manovra. Si può cambiare giudizio su quello che diversi economisti ritengono un intervento recessivo?

Non mi sembra proprio che cambi la sostanza. Questo correttivi confermano solo uno stato di grave malessere. Non c’è stata alcuna alzata di ingegno. Non c’è stata alcuna idea innovativa. Il nipote di Raffaele Mattioli, cioè il professor Mario Monti, (chissà per quale ragione nessun giornale lo scrive), con questa manovra e con questi correttivi dimostra solo di guidare un governo di tecnici senza arte né parte. Per esempio, il continuare a parlare degli “scudati” sta diventando irritante. Ma insomma, una volta deciso un intervento su di loro, si possono scoprire o non si possono scoprire? Tutto il resto, in un impianto recessivo, sembra una sorta di accanimento terapeutico attraverso una pressione fiscale intollerabile.

Ormai la cosiddetta tracciabilità raggiunge livelli che erano ritenuti impensabili?

Mi chiedo a che cosa servirà, se non a dare altre bastonate a chi già è tassato e tartassato. È una tracciabilità che ha aspetti primitivi. Un’iniziativa che di certo non impensierirà quelli che, magari da Lugano, si fanno gestire patrimoni alle Bahamas o alle Isole Cayman. E intanto, inutile girarci intorno, si sta instaurando una “stato di eccezione fiscale” e anche uno Stato di polizia fiscale. Senza dimenticare il cambiamento traumatico del sistema pensionistico. Tutto sulla pelle di persone - compreso il conto corrente obbligatorio (ma dove sta scritta una cosa del genere?) - che arrivate a 64/65 anni si trovano di colpo a cambiare il loro modo di vivere. Anche in Australia hanno innalzato l’età pensionabile, ma ci impiegheranno dieci anni per realizzare completamente la riforma. Visto questo mutamento rapido, era molto meglio lo “scalone” che aveva definito Roberto Maroni.

Che aspetti culturali e sociali vede in tutto questa vicenda?


COMMENTI
16/12/2011 - intervista al professore Sapelli (Massimo Innocenti)

Sono Italiano e vivo e lavoro all'estero. Vorrei sapere quali commenti il professore ha eventualmente espresso prima del nuovo Governo e precisamente sul precedente Governo di centro destra. Questo per avere un quadro sul pensiero del professore. Aggiungo al margine. Ma vi rendete conto della nostra immagine all'estero, di quanto sia caduta in basso con il precedente governo? E' il fallimento della classe politica italiana, tutta. Almeno auguriamoci di poter tirare su la testa, se per questo abbiamo bisogno di Monti, beh, che ben venga, saluti a tutti da Londra

 
15/12/2011 - Follia pura (Mariano Belli)

Io direi anche di peggio, caro prof.Sapelli: siamo in mano a 2 pazzi (Merkel e Monti) che stanno distruggendo l'Europa e 60 anni di benessere, e forse di pace, faticosamente costruiti.

 
15/12/2011 - Chiudere (Diego Perna)

Questa crisi non e democratica, non e uguale per tutti, anzi per alcuni e una manna. Mi chiedo quanto puó durare ancora.

 
15/12/2011 - liberalizzazioni e dimissioni perchè? (Samuela Vercelli)

vorrei che Sapelli e tutti gli altri che ne parlano ci spiegassero quale sarebbe il vantaggio dalla dismissioni dei beni dello Stato: qualunque persona di buon senso è in grado di rendersi conto che questa è una follia e che invece dovremmo fare in modo da usarli al meglio nell'interesse di tutti. Ci sono molti beni dello Stato gestiti in maniera pessima e renderebbe di più gestirli che venderli, non si dica che non si può fare...

 
15/12/2011 - spremere con tasse e balzelli (Fabrizio Terruzzi)

spremere con tasse e balzelli il contribuente è il lavoro più facile e trito, per il quale un qualsiasi tecnico, svincolato da logiche elettorali, poteva essere altrettanto capace. C'è stata una certa ricerca di equità, ma c'è stata altrettanta mancanza di fantasia e di creatività. Ad es. è proprio necessario torchiare sempre di più i cittadini per poter continuare a rendere loro gratuitamente servizi magari scadenti? Non era meglio sospendere provvidenze dello stato sociale a chi per patrimonio o reddito può farne a meno? Per loro maggiore libertà e migliori servizi anche se a pagamento. E un freno all'ingerenza dello stato oltreché uno stimolo ad una maggiore concorrenza. Ben poco è stato fatto (al momento) per limitare le aree di parassitismo, inefficienza, sprechi di denaro pubblico e per stimolare l'economia. Insomma il lavoro più difficile è ancora tutto da fare e ho l'impressione che le idee in proposito siano poche o poco chiare. Ciononostante speriamo in bene, altro non possiamo.

 
15/12/2011 - taxi gialli, pensionati rossi,nordisti verdi (francesco taddei)

lo scollamento degli intellettuali dal popolo non è l'unica forma di separazione. esistono divisioni molto forti fra i vari interessi delle clessi produttive a tutti i livelli. fino a quando i partiti, invece di difendere questo o quell'interesse, non inizieranno a ricostruire legemi fra le varie parti della società una coesione sociale resterà un miraggio. io non vedo al momento politici di tale risma. poi mi domando: quanto ne sanno gli italiani di libero mercato? o di servizio pubblico non statale(che pure esiste)?