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MANOVRA/ 1. Sapelli: siamo in uno Stato di polizia fiscale. Grazie a Monti

Pubblicazione:giovedì 15 dicembre 2011 - Ultimo aggiornamento:giovedì 15 dicembre 2011, 14.21

Mario Monti (Foto Imagoeconomica) Mario Monti (Foto Imagoeconomica)

Questo oligopolio non è interessato tanto allo stock del debito pubblico. Si interessa soprattutto della crescita e della tenuta politica.

 

Ma in un simile quadro, professor Sapelli, esistono preoccupazioni di ordine sociale?

 

Inevitabilmente. Guardo all’Italia e penso a quello che scriveva Antonio Gramsci sul “sovversivismo delle classi dirigenti imprenditoriali” e sul “ribellismo delle classi popolari”. Per anni, in questa Italia del Dopoguerra, questo sovversivismo e questo ribellismo sono stati limitati, contenuti, limati dalla capacità dei partiti di interpretare politicamente risentimenti e malessere sociali. Ora i partiti non esistono più. Come si può escludere, in un simile panorama, un rischio terroristico?

 

(Gianluigi Da Rold)



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COMMENTI
16/12/2011 - intervista al professore Sapelli (Massimo Innocenti)

Sono Italiano e vivo e lavoro all'estero. Vorrei sapere quali commenti il professore ha eventualmente espresso prima del nuovo Governo e precisamente sul precedente Governo di centro destra. Questo per avere un quadro sul pensiero del professore. Aggiungo al margine. Ma vi rendete conto della nostra immagine all'estero, di quanto sia caduta in basso con il precedente governo? E' il fallimento della classe politica italiana, tutta. Almeno auguriamoci di poter tirare su la testa, se per questo abbiamo bisogno di Monti, beh, che ben venga, saluti a tutti da Londra

 
15/12/2011 - Follia pura (Mariano Belli)

Io direi anche di peggio, caro prof.Sapelli: siamo in mano a 2 pazzi (Merkel e Monti) che stanno distruggendo l'Europa e 60 anni di benessere, e forse di pace, faticosamente costruiti.

 
15/12/2011 - Chiudere (Diego Perna)

Questa crisi non e democratica, non e uguale per tutti, anzi per alcuni e una manna. Mi chiedo quanto puó durare ancora.

 
15/12/2011 - liberalizzazioni e dimissioni perchè? (Samuela Vercelli)

vorrei che Sapelli e tutti gli altri che ne parlano ci spiegassero quale sarebbe il vantaggio dalla dismissioni dei beni dello Stato: qualunque persona di buon senso è in grado di rendersi conto che questa è una follia e che invece dovremmo fare in modo da usarli al meglio nell'interesse di tutti. Ci sono molti beni dello Stato gestiti in maniera pessima e renderebbe di più gestirli che venderli, non si dica che non si può fare...

 
15/12/2011 - spremere con tasse e balzelli (Fabrizio Terruzzi)

spremere con tasse e balzelli il contribuente è il lavoro più facile e trito, per il quale un qualsiasi tecnico, svincolato da logiche elettorali, poteva essere altrettanto capace. C'è stata una certa ricerca di equità, ma c'è stata altrettanta mancanza di fantasia e di creatività. Ad es. è proprio necessario torchiare sempre di più i cittadini per poter continuare a rendere loro gratuitamente servizi magari scadenti? Non era meglio sospendere provvidenze dello stato sociale a chi per patrimonio o reddito può farne a meno? Per loro maggiore libertà e migliori servizi anche se a pagamento. E un freno all'ingerenza dello stato oltreché uno stimolo ad una maggiore concorrenza. Ben poco è stato fatto (al momento) per limitare le aree di parassitismo, inefficienza, sprechi di denaro pubblico e per stimolare l'economia. Insomma il lavoro più difficile è ancora tutto da fare e ho l'impressione che le idee in proposito siano poche o poco chiare. Ciononostante speriamo in bene, altro non possiamo.

 
15/12/2011 - taxi gialli, pensionati rossi,nordisti verdi (francesco taddei)

lo scollamento degli intellettuali dal popolo non è l'unica forma di separazione. esistono divisioni molto forti fra i vari interessi delle clessi produttive a tutti i livelli. fino a quando i partiti, invece di difendere questo o quell'interesse, non inizieranno a ricostruire legemi fra le varie parti della società una coesione sociale resterà un miraggio. io non vedo al momento politici di tale risma. poi mi domando: quanto ne sanno gli italiani di libero mercato? o di servizio pubblico non statale(che pure esiste)?