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FINANZA/ Bertone: due mosse contro la recessione, alla faccia dei tedeschi

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Certo, queste e altre iniziative virtuose non basteranno di sicuro se non maturerà una coscienza politica europea a livello delle attuali sfide. L’Italia ha sottoscritto un patto estremamente gravoso pur di restare in Europa. Ora pretende, a ragione, che la Germania stia ai patti, impegnando le proprie risorse a difesa del debito sovrano di casa nostra, condizione necessaria per difendere l’euro. Prima o poi frau Merkel dovrà acconsentire a un ruolo più aggressivo della Bce e del Fondo salva-Stati, nonostante le perplessità degli alleati di governo. Ma tocca a noi muoverci per primi: un’Italia virtuosa nella scelta delle spese e più coraggiosa sul fronte delle imprese servirà a far cadere le scuse pretestuose di chi, a nord delle Alpi, continua a ripetere “non possiamo abbassare la guardia, altrimenti gli italiani riprenderanno a spendere come prima”. Facciamo una bella smentita: con i fatti, non con le parole.

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COMMENTI
16/12/2011 - la persona (francesco scifo)

Tutti questi bei ragionamenti che ci propinano economisti e giuristi, politici e giornalisti, parlano di cifre, tagli di personale pubblico, tasse, liberalizzazioni ecc. Ma tutti dimenticano che dietro ogni loro luminosa idea ci sono migliaia di persone in carne ed ossa che perdono il lavoro, che si vedono ridurre l'unica piccola pensione che hanno,che devono chiudere le loro attività autonome perchè non sono in grado di pagare nemmeno gli oneri previdenziali. Cari economisti, se volete gettare l'Italia nella povertà e nella disperazione state riuscendo nel vostro intento, poi però non trasecolate quando esplode il disagio sociale: se mancheranno i soldi per il pane la gente se lo prenderà con la forza. Quello che è successo nel 1943, dimostra che anche le mura dei palazzi del potere non garantiscono alcuna tranquillità a chi sta in cima alla piramide sociale in quei frangenti. Attenzione perchè ancora la popolazione non ha realizzato bene cosa gli state preparando, ma quando la gente lo capirà temo che non saranno bei momenti per nessuno di noi. Forse è meglio ripensare alla strategia, dato è meglio mantenere un certo debito pubblico, allocando meglio le risorse per favorire la produzione ed i consumi, piuttosto che autodistruggersi per eliminarlo, come mi pare che questa classe politica Kamikaze stia facendo. Tanti auguri, le persone sono la cosa più importante non i soldi, ricordatelo cari signori.

 
16/12/2011 - strategie di crescita (francesco taddei)

Bertone ha centrato il problema: le pmi devono fondersi per diventare più grandi e strutturarsi in modo da posizionarsi fortemente nei mercati esteri. io credo che la politica per favorire ciò debba lavorare a stretto contatto con gli imprenditori e che questo sia davvero il punto di non ritorno dell'industria italiana. o si cresce o si muore.