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MANOVRA/ Gentili: cara Fornero, non è il momento di toccare articolo 18 e salario minimo

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Immagine d'archivio (Ansa)  Immagine d'archivio (Ansa)

La discussione non rappresenta una novità. È nata a metà degli anni Novanta. E, a differenza di quanto si possa immaginare, in seno alla sinistra. Nel 1997, il primo a proporre un disegno di legge fu il senatore Franco De Benedetti sulla base degli studi del professor Ichino. Sullo stesso tema, il governo D’Alema si scontrò duramente con l’allora segretario della Cgil, Sergio Cofferati. Vi fu in seguito una proposta legislativa, nel 2000, presentata dal senatore Treu. Mentre D’Antona e Biagi, per il solo fatto di averne dibattuto, furono uccisi. Questo per dire che la questione è da tempo all’ordine del giorno e, prima o poi, andrà risolta. Ma affrontarla alza sempre il tasso di conflittualità.Per questo, forse, non è il momento più opportuno per farlo.

Tornando alle pensioni: ci sarà, a regime, nel 2018, un risparmio di 20 miliardi. Rispetto a un debito pubblico di 1.900 miliardi di euro, non trova che sia una cifra irrisoria?

Effettivamente, rispetto all’ammontare complessivo del debito pubblico, non sembra una gran cosa. Ma dobbiamo considerare che, anzitutto, all’estero stavamo dando l’impressione di non essere in grado di uscire dall’impasse, specie nel metter mano alle pensioni di anzianità, che in Europa rappresentano un’anomalia. Inoltre, le misure introdotte si erano rese necessarie per la stabilizzazione del sistema previdenziale. A giugno, poi, sarà effettuata la verifica della sostenibilità, sul lungo periodo, delle casse autonome. Il tutto, contribuisce a tener maggiormente sotto controllo il deficit pubblico. Senza considerare i vincoli determinati dall’ultimo vertice europeo.

Quali?

È stata introdotta una regola in base alla quale i Paesi con debito superiore al 60% del Pil hanno il dovere di ridurlo in media di un ventesimo all'anno. Abbiamo chiesto una rinegoziazione che tenga conto dei fattori rilevanti quali il debito delle famiglie, che in Italia è particolarmente virtuoso. Sta di fatto che, attualmente, si tratterebbe di una manovra di circa 40 miliardi l’anno. Aver sistemato la pensioni, in quest’ottica, si rivela ancor più decisivo.

 

(Paolo Nessi)

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COMMENTI
19/12/2011 - Sistemata (Mariano Belli)

Di questo passo, con una sistematina all'anno, delle pensioni resterà solo il ricordo..... Ma che c'importa? L'importante è ubbidire come cagnolini alle regole imposteci all'estero : chi siamo noi italiani per opporci alla dittatura delle banche? Proprio nessuno....anzi infatti tra poco gli italiani neanche esisteranno più : condannati a morire di stenti....