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FINANZA/ 2. Perché Monti (e Draghi) aiutano "solo" le banche?

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Mario Draghi e Mario Monti (Foto Imagoeconomica)  Mario Draghi e Mario Monti (Foto Imagoeconomica)

La mossa della Bce, comunque, è stata pensata per avere un effetto positivo sull’economia reale: con maggiore disponibilità di liquidi, le banche saranno meno restie a erogare credito alle imprese. Ma quel che è certo è che, indirettamente, la Bce fornisce di fatto alle banche dei paesi periferici un incentivo a continuare ad acquistare quei titoli del debito pubblico che i criteri contabili dell’Eba inducono a detenere meno in portafoglio perché dovevano essere svalutati.

Ma c’è dell’altro nel pacchetto delle misure annunciate di recente dalla Bce di Draghi: gli istituti di credito possono ottenere liquidità anche dalle loro banche nazionali offrendo a garanzia quei prestiti nel loro bilancio che non sono accettati nelle operazioni con Francoforte. Che significa? Lo ha spiegato una che se ne intende, l’economista Lucrezia Reichlin, docente alla London School of Economics, già capo economista della Bce e adesso nel Consiglio di amministrazione di Unicredit: “Questo comporta - ha scritto su Il Corriere della Sera - un ulteriore allentamento della qualità delle garanzie. Inoltre, qualora il rischio su queste operazioni si materializzasse, le perdite sarebbero imputate alla Banca centrale del Paese dell’istituto di credito (e quindi al suo Tesoro) e non condivise dall’Eurosistema”.

Si dirà: si aiutano le banche per sorreggere gli stati e sostenere le imprese. Si vedrà se la scommessa riuscirà. Di certo a gioire al momento sono soprattutto le banche. Gli stati e le imprese possono attendere.

 

twitter@Michele_Arnese



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