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MANOVRA/ Tutte le ipotesi al vaglio, lunedì il Consiglio dei ministri

Pubblicazione:venerdì 2 dicembre 2011

Foto Ansa Foto Ansa

Si avvicina il momento della presentazione della famigerata manovra del governo Monti, di cui ormai si parla e commenta da giorni, pur senza alcuna comunicazione ufficiale dell'esecutivo, basandosi su indiscrezioni e dichiarazioni dei membri stessi del governo. Il punto più scottante e che suscita maggiore interesse e dibattiti è ovviamente quello che riguarda la riforma previdenziale: domenica il ministro Fornero incontrerà i sindacati, sul piede di guerra da quando sono cominciate a giungere indiscrezioni sulla riforma stessa. Ma il tempo per discuterne è pochissimo, come ha già detto il ministro: lunedì bisognerà partire con le approvazioni, lo chiede l'Unione europea. Ecco allora in attesa del fatidico lunedì 5 dicembre quando sarà annunciata ufficialmente la manovra, i dettagli più plausibili del suo contenuto. Sarà reintrodotta l'Ici, la tassa sulla prima casa tolta nel 2008 dal governo Berlusconi, ma sarà in chiave "progressiva" e con detrazioni per i nuclei familiari numerosi e a basso reddito. Ci sarà poi una super Ici destinata a seconde e terze case. In programma anche la rivalutazione delle rendite catastali: a seconda del tipo di abitazione, si prevede un innalzamento dall'attuale 5% fino al 15 e al 20%. Altro punto caldo sono le liberalizzazioni. Il ministro Passera ha lasciato intendere che ci sarà spazio per esse nel settore dei servizi pubblici locali, così come si procederà alla deregulation postale. Via libera con sblocco dei fondi alle infrastrutture: si pensa a una deroga quinquennale della detrazione del 55% sugli interventi edilizi nel campo del settore energetico. Aumento del fondo di garanzia per le piccole e medie imprese; rafforzamento dei Confidi intermediari vigilati al fine di permettere maggiori possibilità nei crediti per le imprese. Pubblica amministrazione: per coprire il buco dei debiti accumulati nei confronti delle imprese si pensa al pagamento con titoli di Stato. Infine le pensioni, capitolo delicatissimo. Sembra oramai deciso che si passerà al metodo contributivo pro rata per tutti, provvedimento pensato per ragioni di equità: stesso trattamento uguale per tutti. Ma tale procedimento contributivo non sarà applicabile ai professionisti che sono autonomi anche se il governo sembra aver intenzione di convincerli a passare anche loro a tale sistema contributivo. Confermato, sembra, il blocco dell'adeguamento all'inflazione, punto contestato dai sindacati, che dovrebbe portare allo Stato qualcosa come 5 miliardi di euro. Probabile infine la chiusura del sistema a finestre mobili che ha permesso di far slittare di un anno per i lavoratori dipendenti e di un anno e mezzo per gli autonomi l'accesso alla quiescenza.



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