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PMI/ L'esperto: se lo Stato salda i debiti con i Bot chi ci guadagna davvero?

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Corrado Passera (Foto Ansa)  Corrado Passera (Foto Ansa)

«Immaginiamo che sia così, e che venga dato un importo di Bot nuovi per l’esatto importo dei debiti che ha lo Stato: a questo punto cosa se ne fanno le imprese di questi titoli? Una possibilità è che se li rivendano, ma facendolo è sicuro che qualcosa ci rimettono, e inoltre, se scende il costo dei titoli, tendenzialmente rappresenta un’ulteriore spinta al rialzo dei tassi. Immaginiamo invece che non li vendano: li usano per pagare gli stipendi? Danno le liquidazioni in Bot? Oppure li danno in garanzia a una banca per ottenere finanziamenti? Ma siamo sicuri che la banca li accetterà? E a che condizioni?».  

Clara Caselli ci spiega poi che tutte queste considerazioni nascono comunque «da un'assoluta difficoltà a capire come organizzeranno questo meccanismo. Quindi, ricapitolando, è senza dubbio positivo il fatto che ci si renda conto che la situazione delle Pmi è drammatica e che non possono continuare ad andare avanti così; ugualmente positiva è la ricerca di soluzioni, ma per capire se questa idea sia davvero la migliore bisogna vedere tutte le modalità tecniche con cui la metteranno in piedi. Il vero problema è che se le piccole e medie imprese continuano a non avere finanziamenti dalle banche, restano veramente strozzate: io ho fatto anche delle ricerche sull’indebitamento delle Pmi di fronte alla crisi finanziaria ed è chiaro che la situazione è veramente pesante. Molte di loro hanno fatto miracoli, ma il costo dell’indebitamento è cresciuto spaventosamente negli anni della crisi. La disponibilità poi è ancora peggio, quindi sono d’accordo quando sento parlare di questa situazione come veramente problematica: se non cominciamo a porci il problema di come rilanciare il nostro Paese e di come farlo andare avanti, non saremo mai in grado di pagare un debito; e se non sosteniamo quel tessuto economico, sociale e produttivo che negli anni ha fatto il nostro Paese, rischiamo di gettare via la nostra più grande ricchezza».

 

(Claudio Perlini)



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