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FINANZA/ 1. Le banche zombie tornano a minacciare l’Europa

La Bce ha cercato di mettere in campo misure per aiutare le banche dell’Eurozona, che, come ci spiega MAURO BOTTARELLI, vivono più di una difficoltà

Foto Imagoeconomica Foto Imagoeconomica

Il mondo è decisamente ingiusto, anche all’interno di quel recinto dorato che è Goldman Sachs. Jon Corzine, ex alto dirigente della banca d’affari ed ex numero uno del broker fallito Mf Global, si trova da giorni sul banco degli imputati del Financial Services Oversight and Investigations Subcommittee del Congresso Usa con l’accusa, tra l’altro, di spergiuro. Mario Draghi, ex capo della sede londinese di Goldman Sachs e ora governatore della Bce, invece gode di enorme considerazione e rispetto, venendo da più parti dipinto come l’unico possibile salvatore dell’eurozona. Eppure hanno fatto la stessa identica cosa! Cosa ha deciso, infatti, la Bce due settimane fa? Molte cose, ma sostanzialmente ha concesso una linea di credito agevolata e illimitata della durata di 36 mesi (la cosiddetta Long Term Refinancing Operation, Ltro) alle banche dell’eurozona, abbassando la qualità del collaterale accettato a garanzia a livello quasi “junk”.

Il tutto, all’1% di interesse, nuovo tasso di riferimento deciso dall’Eurotower. Così facendo, la speranza è che le banche - in pieno e rinnovato delirio da azzardo morale - tornino a comprare titoli di debito Piigs. Un gioco delle tre carte, in base al quale la Bce smette formalmente la pratica poco ortodossa di comprare titoli di Stato a rischio (e si sa quanto contino le forme per i tedeschi), fornendo però alle banche liquidità illimitata e a costo zero per farlo al posto suo. Insomma, la fine del back-door funding: ora lo si fa alla luce del sole! È nato l’outing finanziario! Peccato che il
banchiere di turno, magari comprerà sì titoli di debito ma solo a breve termine, al massimo a 3 anni, cioè entro l’arco temporale di quei 36 mesi garantiti dai finanziamenti della Bce. E, infatti, questo è stato il trend della scorsa settimana, rendimenti di biennali e triennali in calo e banche molto attive nell’acquisto (tanto, di fatto, paga la Bce prestando soldi all’1% per comprare titoli con uno yield magari del 6%, garantendo alla banca un profitto da carry trade gratuito del 5%). Insomma, bei guadagni per le banche, debiti sovrani che trovano finanziamento e rendimenti in ribasso: il paradiso, la formula magica!

Peccato che con questo stesso giochino, basato su repo e re-hypothecation, Mf Global sia andata letteralmente a zampe all’aria, volatilizzando qualche miliardo degli investitori. Capito, amici miei, la ricetta che ha affondato il broker Usa, dovrebbe salvare l’eurozona! Il problema, poi, non risiede solo nell’azzardo insito in questa operazione e nel limitato ambito di intervento temporale sulla curva, ma anche nel fatto che, da un lato la liquidità può fare molto ma non se il problema è di solvibilità e dall’altro che le banche, attraverso le operazione repo, potevano già comprare debito ma non lo facevano. E chi ci dice che ora lo vogliano, vista il credito interbancario completamente congelato, la difficoltà a finanziarsi in dollari e le richieste di patrimonializzazione avanzate dall’Eba e da mettere in pratica entro giugno? O, meglio, per quanto avranno voglia di ammassare posizioni di debito a rischio nei loro bilanci, contemporaneamente espellendo dal mercato gli investitori privati che non beneficiano delle linee di credito della Bce?

 

geofinanza.ilsussidiario.net


COMMENTI
21/12/2011 - la finanza aiuta l'economia reale e non (antonio petrina)

Credo che dagli approfondimenti di Arnese e di Bottarelli il quadro finanziario sia nostrano ( manovra monti pro banche) e quello internazionale si chiarisca: la crisi di liquidità implica, come giustamente afferma bottarelli, quello di solvibilità dei paesi e dei suoi istituti di credito ove la crescita reale e non quella dei cds riparte (investimenti e bilancia commerciale): per il debito pregresso ci vuole tempo e se la Bce aiuta nel suo ruolo propositivo anche con il fondo salva stati si farà allora qualcosa di positivo.