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SCENARIO/ Governo Monti? Una "cambiale" che scade a marzo...

Pubblicazione:mercoledì 21 dicembre 2011 - Ultimo aggiornamento:mercoledì 21 dicembre 2011, 11.31

Foto: Imagoeconomica Foto: Imagoeconomica

No, questo è un bel “tampone” che ha messo in sicurezza i conti pubblici. Il fatto di metterci in sicurezza, consentirà anche a Mario Draghi di aiutarci di più. Ma si poteva fare anche in altro modo. In tutti i casi così è andata. Però ora ci si deve aspettare qualche cosa per lo sviluppo, altrimenti a forza di manovre di questo tipo il pil non può che scendere. Complessivamente, se dovessi dare un giudizio a questa manovra la definirei di scarso livello culturale, di pochezza culturale e piuttosto abborracciata. Inutile stare lì a fare dispute se hanno pagato i soliti noti o i nuovi noti. Qui hanno pagato i risparmiatori con la tassa sugli immobili. La casa chi se l’è comprata se non dei risparmiatori ? Poi l'aumento della benzina. Fate un po' i calcoli. Alla fine questa manovra pesa sul ceto medio italiano.

E poi c'è stato un grande empasse sulle liberalizzazioni. Non è passato nulla dopo la replica di farmacisti e tassisti.

Ma quali liberalizzazioni ? Le liberalizzazioni sono una cosa seria. Qui hanno cercato solo, e non ci sono riusciti, di liberalizzare la vendita del viagra e dell'aspirina. In pratica, un bancone in più per le grandi Coop della distribuzione. E anche sulla storia dei tassisti occorre fare attenzione. Sembra che questi professori siano piuttosto provinciali, che non abbiano visto le grandi città del mondo. Liberalizzare in città come Milano e Roma può consentire una infiltrazione della stessa malavita o di altri nella gestione di un taxi. A new York e Washington, il vetro divisorio serve a volte più al trasportato che al conducente che magari ti rapina. Ci sono ben altre liberalizzazioni da fare. Possibile che non pensino mai a un settore come l'edilizia e l'urbanistica dove ci sono una pletora di norme che impediscono tutto? Perché non pensano a liberalizzare attività economiche che per dirigere sono state regolamentate oltre ogni misura? Solo per una vocazione statalista e dirigista che continua imperterrita, quasi inesorabile. Le liberalizzazioni che voleva attuare il governo erano solo un'operazione di marketing.

E poi c'è la liberalizzazione del mercato del lavoro, dove il dibattito sta già diventando rovente.

Su questo punto c'è un grande pasticcio, dove si ricorre al solito articolo 18 che non c'entra nulla. Poi c'è il ruolo di Confindustria e di sindacati. Poi c'è il dirigismo alla Ichino, che vuole il contratto nazionale. I contratti sono trattative aziendali, c'è una “norma Marchionne”. Poi ci sono garanzie e dignità da tutelare. Non solo quella che non si può licenziare per motivi politici e altro. Ma va riconosciuto anche il diritto di licenziare, a patto che il datore di lavoro paghi per tre anni chi ha licenziato.

Scusi, professor Forte, considerando quello che sta facendo e pensando a quello che difficilmente potrà realizzare dopo questa manovra, quanto pensa che possa resistere questo governo?

Se il suo compito era quello di mettere in sicurezza i conti pubblici e di operare quello che abbiamo chiamato un “tampone”, io penso che a marzo questo governo abbia esaurito il suo compito. Spetterà poi a un governo di destra o di sinistra, comunque a un governo politico, scegliere le strade adatte per la crescita e lo sviluppo del Paese.

(Gianluigi Da Rold)



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COMMENTI
23/12/2011 - La crescita passa per la competitività (Moeller Martin)

Sappiamo tutti che non cresciamo ma poi neghiamo l'evidenza per non prendere le decisioni scomode: manchiamo di competitività. Il problema è che il cuore della nostra mancata competitività è l'impossibilità di licenziare i fannulloni. Gli Italiani non sono peggio di altri, francesi e tedeschi compresi, ma quelli, quando non lavorano, vengono buttati fuori. I nostri no, e ne consegue un gioioso clima di lassismo. Del resto non può che essere così. Per un giorno sembrava che questo governo avesse la possibilità per fare queste benettte riforme del mercato del lavoro, poi è sceso il sipario! E noi continuiamo ad affondare.