BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

FINANZA/ 1. Fortis: recessione, una carta da giocare contro la Germania

Pubblicazione:giovedì 22 dicembre 2011

Foto Imagoeconomica Foto Imagoeconomica

Noi siamo sotto osservazione. C’è chi dice che due siano i paesi sotto osservazione speciale: la Grecia e l’Italia. Ma la Grecia, in realtà, è sotto “la tenda a ossigeno”, la stanno solamente tenendo in vita. L’Italia invece, al contrario di quanto si dice e di quanto stranamente credono i mercati, raggiungerà il pareggio di bilancio nel 2013. Conti alla mano. E a questo proposito, occorrerà ricordare che Paesi come la Francia e la Spagna non lo raggiungeranno. E non solo loro. Se per caso non lo si raggiungesse per lo 0,5% o lo 0,6% non sarebbe un dramma. Si continua a dire che bisogna mettere il pareggio di bilancio nella Costituzione, io direi che sarebbe meglio raggiungerlo. Francia e Spagna sforeranno del 5%.

 

Oltre che virtuosi, e quindi a ragione in grado di alzare un po’ la voce, lei da molto tempo, da circa un decennio smentisce il declino italiano.

 

È vero. È una battaglia, fondata sui dati, che ho sostenuto per dieci anni insieme a poche persone come il capo dell’Ufficio Studi di Mediobanca, Fulvio Coltorti. L’Italia ha un sistema industriale che non è affatto in declino. Noi abbiamo zone nel Nord e nel Centro che sono più forti della Germania e della Svezia. Alla fine anche coloro che sformano i dati se ne sono accorti e hanno dovuto darci ragione. Intanto, per una decina di anni ci hanno dato bastonate in testa.

 

Lei quindi ha fiducia sull’Italia, scommetterebbe sul nostro Paese?

 

Guardo i dati e vedo quello che hanno fatto gli italiani in questi venti anni, passando da manovre di salvezza della lira, dall’avvento dell’euro, che ci è costato, e da nuove manovre sui conti pubblici come quelle dei governi precedenti e di quello attuale. Allora, noi, in venti anni abbiamo prodotto 731 miliardi di euro di avanzo primario. Si dice che i consumi da noi ristagnino, ma cosa dire dei consumi che sono crollati del 25% in Irlanda, dei consumi che sono crollati in Gran Bretagna e Spagna? È vero che noi abbiamo uno stock di debito alto: 1970 miliardi di euro. Ma la Francia quanto avrà l’anno venturo? 1920 miliardi di euro. Faccio presente che l’Italia è il Paese più indebitato rispetto al Pil, ma non rispetto al suo patrimonio: quello delle famiglie italiane, che non sono indebitate come quelle degli altri paesi. Ora, che ci sia questa anomalia sui mercati per cui il nostro spread è più alto di quello della Spagna non mi fa alcun effetto. Perché l’Italia ha un grande sistema industriale, mentre la Spagna non ha alcuna speranza di prospettive economiche.

 

Lei pensa che questo si comprenderà con il passare del tempo?


< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >

COMMENTI
22/12/2011 - viva l'ottimismo (francesco scifo)

Va bene essere ottimisti, ma mi sembra che questo economista non tenga conto del fatto che la recessione prevista -1,5 % (ovviamente minore di quella effettiva che si verificherà) annullerà gli effetti di questa manovra: basta fare un puro calcolo matematico. Quindi, tanti saluti al "virtuoso" pareggio di bilancio auspicato. A volte serve essere sinceri e dire che la manovra "salvaItalia" meglio sarebbe stato definirla "manovra tentativo salvabanche". Provate voi a chiedere un finanziamento al tasso dell'1%, come quello che la BCE ha erogato munificamente ieri alle banche, vediamo se queste ve lo concedono come privati imprenditori. Dunque, due pesi e due misure: nessuno dice che su BBC, NYT,FT, tutti gli economisti, anche i premi nobel, hanno detto chiaro: non serve l'austerity perchè getta il paese in recessione deprimendo i consumi, gli investimenti e la produzione;paradossalmente, è meglio nell'immediato aumentare il debito pubblico che diminuirlo con le tasse, l'unica strada è: una migliore allocazione delle risorse pubbliche e le dismissioni dei beni e servizi superflui per lo Stato. Le risorse pubbliche vanno utilizzate per stimolare la crescita non per deprimerla. Che ci sia qualcosa che non quadra in questa manovra lo vedono tutti: secondo voi la strada per risanare è quella di licenziare chi ancora produce qualcosa in Italia,oppure di stimolare la produzione tutelandolo? Solo se l'euro continua a deprezzarsi potremo sopravvivere esportando qualcosa.