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FINANZA/ 2. Così anche la Bce rischia di fare crac

Pubblicazione:giovedì 22 dicembre 2011

Foto Ansa Foto Ansa

E anche il big bazooka di Mario Draghi, nell’arco di una mezz’ora, si è trasformato in una pistola ad acqua. Per giunta, scarica. Ieri la Banca centrale europea ha dato vita alla sua prima operazione di Ltro (la prossima è prevista per il 28 febbraio) e ha collocato 489 miliardi di euro in prestiti a 523 banche a tre anni al tasso fisso dell’1%! La domanda ha superato di molto le previsioni degli economisti, tutti concordi su un ammontare di circa 300 miliardi di euro, tranne Citi e Barclays che avevano previsto addirittura una richiesta pari a 550 miliardi di euro. Si tratta della maggiore operazione del genere, perché ha superato anche i 442 miliardi di euro del giugno 2009.

In fila insieme ai colleghi europei anche le banche italiane, le quali hanno utilizzato come collaterale circa 40 miliardi di titoli garantiti dallo Stato. Stando a una nota di Borsa, Unicredit ha emesso bond per 7,5 miliardi, Intesa Sanpaolo per 12 e Mps per 10. Seguono Banco Popolare (3 miliardi), Popolare di Vicenza (1,5), Carige (1,3), Popolare di Sondrio (1), Dexia Crediop (1,05), Bper (750 milioni), Creval (500), Credem (800), Banca Etruria (100), Iccrea (290) e Iccrea Banca Impresa (650). Risultato? Euro alle stelle? Spread in picchiata? Borse sulla luna? Manco per niente. Le piazze finanziarie hanno reagito quasi timide all’asta, con Milano che addirittura ha virato in negativo verso l’ora di pranzo poi seguita da tutte le altre, l’euro dopo essere schizzato a 1,32 sul dollaro, ai massimi da dieci giorni, è ricrollato in area 1,30 e lo spread Btp-Bund è partito come un razzo raggiungendo di nuovo area 500 punti base con continue fluttuazioni anche di 20 punti base, sintomo che la Bce potrebbe essere intervenuta sulla curva più alta del rendimento per placare la corsa.

In compenso, a salire solidamente sono stati i cds italiani e spagnoli a 5 anni, rispettivamente di 17 e
22 punti base: segnale chiaro che Roma e Madrid sono ancora - anzi, sempre più - nel mirino dei mercati. Ma perché? Semplice, quest’asta doveva mandare un segnale partendo da due opzioni. La prima, le banche prendevano a prestito liquidità a tre anni a un tasso bassissimo per poi comprare titoli di debito e dare una boccata di ossigeno alla situazione sovrana dell’eurozona. Seconda, incameravano in cassa il capitale della Bce per evitare di dover svendere assets e incorrere nella diluizione dell’equity a fronte dell’ondata di deleveraging in arrivo per far fronte alle richieste di ricapitalizzazione imposte dall’Eba entro giugno prossimo. E chi ha vinto? I mercati ne sono certi, la seconda e hanno reagito di conseguenza.

D’altronde, non c’è da stupirsi: al netto delle raccomandazioni di Draghi e degli auspici di Sarkozy, infatti, le necessità di deleveraging nel breve termine delle banche europee è di 2,5 triliardi di euro, il che significa che l’operazione Ltro di ieri ha coperto a malapena il 20% del totale. O meno, se le banche fossero così probe da dare vita davvero al carry trade, ovvero prendere a prestito all’1% investendo in bond che rendono il 6% e quindi ottenendo un profitto “gratis” del 5%. Di più, al netto dei rolls (swaps e minor utilizzo del meccanismo Mro da parte delle banche), l’ammontare di nuova liquidità sull’open market immesso ieri è del 60% minore, ovvero pari a “soli” 210 miliardi di euro: i quali, finiranno tutti in cassa, altro che sul mercato obbligazionario sovrano!

 

geofinanza.ilsussidiario.net


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COMMENTI
22/12/2011 - E se fosse voluto? (Mariano Belli)

Sono tutt'altro che un esperto di alchimie finanziarie, ma mi chiedo : è possibile che questo rischio-crac della BCE (che immagino porterebbe o al dissolvimento dell'euro, o a costringere a quel punto la BCE a stampare) sia invece proprio voluto dalla regia dietro le quinte (in modo da mettere i parlamenti e i popoli di fronte al fatto compiuto) ? Sembra comunque quasi impossibile capire dove davvero vogliano arrivare.

 
22/12/2011 - alchimie della BCE per favorire interessi composti (antonio petrina)

saranno alchimie quelle di draghi ma l'interesse composto (1%) del prestito e del'acquisto del titolo sovrano (5-6%), immette capitali alle banche per le imprese e per uscire da questo pessimismo economico!L'interesse composto è sempre stato nella finanza il motore economico (Keynes in Prospettive economiche) .

RISPOSTA:

Caro Petrina, al netto di Keynes e delle sue teorie crea-debito, io noto che fin da oggi il mondo è diviso in due vulgate: chi, come Draghi e Sarkozy, chiede di usare la liquidità per far respirare i debiti sovrani acquistando bond e chi, soprattutto in Italia, vuole che quella liquidità vada a finanziare imprese e famiglie. Io sono certo di una cosa: non succederà né l'una, né l'altra ipotesi. Quei soldi serviranno a rafforzare il capitale, in vista del deleveraging obbligato dalle richieste dell'Eba. Alchimie. Pure e semplici. Cordialmente (Mauro Bottarelli)