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FINANZA/ 2. Così anche la Bce rischia di fare crac

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E per quanto la Fed non sia proprio la regina della trasparenza, in confronto alla Bce possiamo paragonarla a un vetro appena pulito in un giorno di sole brillante. Riguardo l’Eurotower, infatti, sono completamente assenti sia informazioni sulla qualità degli assets che costituiscono il bilancio, sia il limite - se esiste - di incremento accettabile della leva. Un qualcosa che potrebbe portare a breve gli investitori a chiedersi se realmente la Bce è in grado di puntellare il sistema finanziario, con la conseguenza di innescare nuova tensione sui mercati obbligazionario e portare a una richiesta di nuovo aumento del premio di rischio da parte dei mercati (ovvero, spread che torna a salire).

Insomma, ciò che si vuole combattere con il Ltro, lo si rischia di scatenare proprio utilizzandolo. Inoltre, molti analisti sono certi di un combinato rischioso alle porte: da un lato l’intervento temporalmente limitato delle banche sul mercato sovrano e la loro operatività solo su scadenze entro i tre anni, dall’altro il fatto che gli spread sovrani potrebbero tornare comunque a salire nel momento in cui i mercati non accetteranno più opacità da parte della Bce e della sua leva folle e
chiederanno un dettagliato piano di salvataggio.

In effetti, l’Eurotower sta garantendo liquidità e fiducia al sistema bancario, proprio nel momento in cui la sua leva e la dimensione del suo stato patrimoniale stanno toccando i massimi assoluti. Un qualcosa che i mercati non potranno ignorare per molto ancora e che rischia di diventare ragione di vera e profonda preoccupazione. Anche perché attraverso il suo programma di acquisto di bond sovrani e fornitura di liquidità alle banche, le stime di alcuni analisti vedono l’esposizione della Bce alle economie più deboli e a rischio dell’eurozona pari a 705 miliardi di euro, quasi il 50% di
aumento in soli sei mesi, visto il dato pre-estivo di 444 miliardi di euro. Insomma, a quali perdite potenziali andrebbe incontro la Bce in caso di futuri default sovrani?

La Grecia, sia chiaro, entro marzo dovrà dichiarare bancarotta, ne sono ormai convinti anche i membri della troika visto che il deficit di budget è salito oltre il livello senza precedenti del 10% e il governo sta cominciando a bloccare alcuni pagamenti in scadenza, non ultime le pensioni e i debiti verso aziende che operano con la pubblica amministrazione. Per quanto basteranno i soldi di Ue, Bce e Fmi per onorare le scadenze sul debito? Forse marzo, appunto: dopodiché sarà default, non più tecnico visto che nessuno, nelle condizioni attuali, rischierà più di dare nemmeno due euro ad Atene (salvo ottenere isole, Partenone e quant’altro a garanzia immediatamente esigibile).

In alcuni ambienti già si definisce la Bce, il più grosso hedge fund insolvente del mondo. E se dovesse saltare? C’è un solo soggetto in grado di salvarla e non è certo la Cina (di cui parleremo diffusamente domani): è la Fed. Ma a quale prezzo?


P.S: E per capire meglio cosa si agita dietro le quinte della finanza mondiale, basta osservare il cross euro/dollaro di martedì scorso. A metà pomeriggio viaggiava ai massimi intraday di 1,3118, spinto dalle Borse e dall’asta spagnola. Poi, attorno alle diciotto, tonfo secco a 1,3067: cos’era successo? Nulla, era arrivato l’esito dell’asta di T-Bill statunitensi a 4 settimane per un ammontare di 35 miliardi di dollari: domanda/offerta 9,07%, rendimento 0,0000%. Un record ma non troppo, visto che nelle due scorse settimane le aste avevano conosciuto ratio bid-to-cover rispettivamente di 7,57% e 7,66% con rendimenti sempre a zero. Questa è la fiducia che si ha nell’euro e nell’eurozona: ci si ammazza per comprare debito Usa a brevissimo termine con rendimento zero. Non a caso, ieri Bank of America ha fissato il suo nuovo short euro/dollaro a 1,2510.

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COMMENTI
22/12/2011 - E se fosse voluto? (Mariano Belli)

Sono tutt'altro che un esperto di alchimie finanziarie, ma mi chiedo : è possibile che questo rischio-crac della BCE (che immagino porterebbe o al dissolvimento dell'euro, o a costringere a quel punto la BCE a stampare) sia invece proprio voluto dalla regia dietro le quinte (in modo da mettere i parlamenti e i popoli di fronte al fatto compiuto) ? Sembra comunque quasi impossibile capire dove davvero vogliano arrivare.

 
22/12/2011 - alchimie della BCE per favorire interessi composti (antonio petrina)

saranno alchimie quelle di draghi ma l'interesse composto (1%) del prestito e del'acquisto del titolo sovrano (5-6%), immette capitali alle banche per le imprese e per uscire da questo pessimismo economico!L'interesse composto è sempre stato nella finanza il motore economico (Keynes in Prospettive economiche) .

RISPOSTA:

Caro Petrina, al netto di Keynes e delle sue teorie crea-debito, io noto che fin da oggi il mondo è diviso in due vulgate: chi, come Draghi e Sarkozy, chiede di usare la liquidità per far respirare i debiti sovrani acquistando bond e chi, soprattutto in Italia, vuole che quella liquidità vada a finanziare imprese e famiglie. Io sono certo di una cosa: non succederà né l'una, né l'altra ipotesi. Quei soldi serviranno a rafforzare il capitale, in vista del deleveraging obbligato dalle richieste dell'Eba. Alchimie. Pure e semplici. Cordialmente (Mauro Bottarelli)