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FASE DUE/ Crosetto (Pdl): la Banca d'Italia torni di proprietà dello Stato

Pubblicazione:venerdì 23 dicembre 2011

La Banca d'Italia La Banca d'Italia

Manovra Monti "fase due": così si è espresso oggi, parlando al Senato, il capo del governo, prima del voto di fiducia sulla manovra stessa. Mario Monti ha indicato le priorità future adesso che la manovra finanziaria è legge, e cioè interventi per la riforma del mercato del lavoro e "grande attenzione sulle liberalizzazioni". Per Guido Crosetto, ex sottosegretario alla Difesa, sentito in proposito da IlSussidiario.net, le priorità invece dovrebbero essere altre: "Vorrei che nel patrimonio dello Stato e nell'attivo dello Stato rientrassero cose che per storia dovrebbero esserci e che non sono più presenti. Una di queste è la Banca d'Italia". Spiega Crosetto che questo "rientro" dovrebbe svolgersi per quanto riguarda la parte eccedente le riserve auree necessarie in modo da offrire garanzia all'euro: "Perché la Banca d'Italia era pubblica essendo una volta le banche pubbliche". Crosetto entra nel dettaglio delle fondazioni bancarie. Il governo infatti suggerisce un ingresso nelle fondazioni: "Le fondazioni bancarie - dice - nascono sostanzialmente da banche pubbliche o da banche che comunque non erano e non sono mai state private. Erano in qualche modo nate da enti locali come le provincie, i comuni, le regioni o lo Stato stesso, e che poi via via sono state sottratte alla parte pubblica".
Per Crosetto c'è una esigenza precisa: "Vorrei che nel perimetro delle cose pubbliche rientrassero cose che erano pubbliche". Un concetto, spiega ancora, che sostiene per serietà: "Non posso certo essere accusato di essere un pericoloso comunista se dico queste cose, si tratta di serietà: le banche in realtà non sono diventate private, ma sono diventate tra virgolette private perché gestite oggi in tutto da quattro persone". Per Crosetto non si pone il problema di un artificio contabile da parte dello Stato per ricalcolare il debito pubblico con l'ingresso nelle fondazioni bancarie: "Macchè artificio, io sono concreto: a me interessa un attivo quando questo è utilizzabile non pro forma". A proposito della cosiddetta "fase due", Crosetto è ancora più lapidario: "Secondo me non esistono più fasi". Spiega infatti che quanto detto oggi da Monti fa in realtà già parte della manovra finanziaria.


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