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FINANZA/ 1. Così Monti può tirarci fuori dalla crisi

Mario Monti (Foto Imagoeconomica) Mario Monti (Foto Imagoeconomica)

Le stime econometriche sul potenziale di crescita dell’economia italiana sono e resteranno deludenti se non si agirà su queste leve. In breve, la Banca centrale europea, la Commissione europea e il Fondo monetario internazionale pongono attorno all’1,3% l’anno il “potenziale” di crescita dell’economia italiana. Dato che altri lavori - specialmente quelli di Kenneth Rogoff - affermano che il fardello del debito comporta una frenata di un punto percentuale l’anno, il “potenziale” di crescita diventa un misero 0,3% l’anno - una stagnazione che può diventare recessione alla prima tensione internazionale. Per il 2012, il Fmi stima una contrazione del Pil dell’1,6%. Le mie stime la pongono sul 2,5-3% . Con evidenti tensioni politiche e sociali.

Può un Governo “tecnico” come l’attuale prendere le misure necessarie? La risposta può essere positiva a queste condizioni:

1) Restare “tecnico”, ossia non entrare in mediazioni con parti sociali e gruppi parlamentari. Presentare il proprio programma chiarendo senza mezzi termini che se non è approvato ripassa la palla ai politici. Le mediazioni lo fanno diventare un Governo fragile, gli fanno perdere autorevolezza interna e internazionale e gli rendono impossibile il negoziato più difficile - quello sul “prezzo dei prezzi”, ossia il cambio.

2) Attuare un big bang di liberalizzazioni che rilanci competitività e produttività e permetta una riduzione e un riassetto della pressione tributaria.

3) Promuovere digitalizzazione e ammodernamento delle infrastrutture.

4) Definire e attuare un’efficace politica della famiglia tale da incidere nel medio periodo sulla struttura demografica del Paese.

Quali le prospettive alternative? Un declino peggiore di quello giapponese per tre motivi: a) il Sol Levante ha mantenuto la propria sovranità monetaria e utilizza il cambio per sostenere l’economia oppure per impedire che stagnazione scivoli in recessione; b) nonostante l’alto debito pubblico e la rete di protezionismi interni, il Giappone ha un parco di infrastrutture moderno e dinamico; c) nelle isole nipponiche c’è una forte coesione sociale e una fortissima etica del lavoro e del sacrificio.

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COMMENTI
25/12/2011 - Ringraziare (Alberto Consorteria)

Ringraziamo tutti quelli che hanno votato contro il nucleare e che hanno esultato per la venuta di Monti per averci dato una energia a prezzi folli (la benzina ormai vale 1.7 euro; negli USA si è sullo 0,8).

 
24/12/2011 - Finanziare famiglie e imprese (Diego Perna)

Come si possono finanziare famiglie e imprese all' 1% come ha fatto la Bce con le banche europee? Si direbbe, che non è possibile, un sistema di capitale come il ns non prevede regalie se non alle banche, si dice che altrimenti crolla tutto. Io credo sia possibile e vi spiego come si potrebbe fare; è una crisi gravissima, lo dice M. Mauro, ma già si vedono segnali positivi, aggiunge 500 mld alle banche di cui sopra, ma queste non finanzieranno le imprese, anzi vi dico che a me hanno chiesto di rientrare nei prossimi 3 trimestri, (sono stati gentili!!) e vi garantisco che, per quanto sono in rosso, non rischiano una lira, avrò qualche disagio, cioè ridurrò ulteriormente le spese. Sospendiamo quindi i contributi Inps per due o tre anni, a tutti, impiegati statali, lavoratori autonomi e imprese e dipendenti di queste, finanziando la Bce, l'Inps all'1 %. Arriverebbero miliardi, 100,200,500 non so quantificare, per rimettere in moto l'economia delle imprese e tutto il resto. Dopo i tre anni, si potrebbe rimborsare quanto non versato all'Inps con interesse 1%, magari a rate senza more e sanzioni da usura, oppure decidere di lavorare tre anni in più, chi vuole, o rinunciare a una quota pensione a vita. Penso sia meglio questo che ridursi come la Grecia, che non potrà mai ripagare il suo debito a meno di vendersi tutto il vendibile, compresi gli organi e il sangue dei cittadini.( scusate la brutalità) Buon Natale