BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

FINANZA/ 1. Così Monti può tirarci fuori dalla crisi

Pubblicazione:

Mario Monti (Foto Imagoeconomica)  Mario Monti (Foto Imagoeconomica)

Possiamo uscire dalla crisi? In questi giorni, ho avuto l’opportunità di confrontarmi con colleghi del mondo accademico giapponese (l’Impero nipponico è afflitto dal male oscuro della stagnazione da dieci anni). Credo che continueremo ad avvitarci su noi stessi se non riusciremo ad adottare queste misure:

1) Un tasso di cambio che meglio dell’attuale rifletta sia la parità interna di potere d’acquisto, sia la scarsità di valuta di un Paese che da anni ha un disavanzo della partite correnti pari al 4% del Pil. La rinegoziazione dei trattati dell’eurozona rappresenta l’occasione per tentare di giungere a questo obiettivo. Abbiamo un cambio sovrapprezzato a ragione di un serio errore tecnico commesso nel novembre 1989 quando decidemmo di rimuovere gli ultimi controlli valutari e di entrare contemporaneamente nella “fascia stretta” di quello che allora era l’accordo dei cambi europei (giornalisticamente chiamato Sme). Da allora un cambio sovrapprezzato è una palla di piombo al piede dell’economia italiana.

2) Una riduzione della pressione tributaria-contributiva che sta toccando il 54% del Pil e pesa principalmente sul costo del lavoro. Da un lato scoraggia l’imprenditorialità. Da un altro implica un forte divario tra costo del lavoro per l’azienda e salario netto in busta paga, comprimendo i consumi (e portandoli per molte fasce sociali al livello della sopravvivenza). Ciò frena sia offerta che domanda.

3) Un “big bang” di liberalizzazioni in modo che le strategie protezionistiche delle varie lobby si elidano a vicenda e incentivando la concorrenza si giunga a una riduzione della “mano morta” nei costi di produzione e di distribuzione.

4) Un’efficace politica per promuovere la digitalizzazione dell’economia e migliorare le infrastrutture. Abbiamo un marcato ritardo in materia di “banda larga” che incide negativamente (1-2% del Pil) sui costi di produzione. Lo sole carenze della logistica costano al Paese 40 miliardi di euro l’anno. La Pubblica amministrazione dovrebbe avere una funzione di leadership in questi campi.

5) Una politica per la famiglia. Senza un profilo demografico più giovane, l’Italia avrà crescenti difficoltà a innovare, a migliorare produzione e consumi, a trovare uno sprint dinamico.

6) Una riduzione del peso del debito pubblico tramite una politica di riscatto, a tassi più bassi di quelli di mercato, attuato per mezzo di un fondo ad hoc garantito dal patrimonio immobiliare e dalle grande imprese pubbliche.



  PAG. SUCC. >


COMMENTI
25/12/2011 - Ringraziare (Alberto Consorteria)

Ringraziamo tutti quelli che hanno votato contro il nucleare e che hanno esultato per la venuta di Monti per averci dato una energia a prezzi folli (la benzina ormai vale 1.7 euro; negli USA si è sullo 0,8).

 
24/12/2011 - Finanziare famiglie e imprese (Diego Perna)

Come si possono finanziare famiglie e imprese all' 1% come ha fatto la Bce con le banche europee? Si direbbe, che non è possibile, un sistema di capitale come il ns non prevede regalie se non alle banche, si dice che altrimenti crolla tutto. Io credo sia possibile e vi spiego come si potrebbe fare; è una crisi gravissima, lo dice M. Mauro, ma già si vedono segnali positivi, aggiunge 500 mld alle banche di cui sopra, ma queste non finanzieranno le imprese, anzi vi dico che a me hanno chiesto di rientrare nei prossimi 3 trimestri, (sono stati gentili!!) e vi garantisco che, per quanto sono in rosso, non rischiano una lira, avrò qualche disagio, cioè ridurrò ulteriormente le spese. Sospendiamo quindi i contributi Inps per due o tre anni, a tutti, impiegati statali, lavoratori autonomi e imprese e dipendenti di queste, finanziando la Bce, l'Inps all'1 %. Arriverebbero miliardi, 100,200,500 non so quantificare, per rimettere in moto l'economia delle imprese e tutto il resto. Dopo i tre anni, si potrebbe rimborsare quanto non versato all'Inps con interesse 1%, magari a rate senza more e sanzioni da usura, oppure decidere di lavorare tre anni in più, chi vuole, o rinunciare a una quota pensione a vita. Penso sia meglio questo che ridursi come la Grecia, che non potrà mai ripagare il suo debito a meno di vendersi tutto il vendibile, compresi gli organi e il sangue dei cittadini.( scusate la brutalità) Buon Natale