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Economia e Finanza

GEOFINANZA/ 2012, le previsioni per un anno pieno di rischi

Analisti e centri studi si sono già lanciati nel fare previsioni sull’anno che verrà, evidenziando alcuni rischi particolari per i mercati. Ce ne parla MAURO BOTTARELLI

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Eh sì, cari lettori. Sotto l’albero di Natale, famiglie e imprese hanno trovato proprio liquidità in abbondanza per potersi finanziare, per accendere un mutuo, per investire, per pagare i fornitori e le tredicesime arretrate dei dipendenti. Ok, ora spegnete la Playstation e tornate al mondo reale! Come era ovvio, la liquidità a prezzo di saldo ottenuta dalle banche attraverso la Bce - quasi 500 miliardi ma al netto di rolls e minor utilizzo di altri operazioni di finanziamento, poco più di 200 - dove è finita? Alla Bce!

Venerdì c’è stata infatti la conferma del netto rialzo dei depositi overnight delle banche presso l’Eurotower, un dato che ha raggiunto i massimi da giugno 2010. Gli istituti dell’eurozona hanno parcheggiato all’istituto di Francoforte 347 miliardi di euro giovedì scorso - contro i 265 miliardi del giorno prima, un bel 30% in più - dopo l’assegnazione dei fondi della maxi-asta di rifinanziamento a tre anni. Insomma, intasca e imbosca. E poi un altro dato: sempre venerdì, lo spread Btp-Bund è rischizzato sopra quota 500 punti base, nonostante il via libera del Senato alla manovra salva-banche, ops salva-Italia, del governo Monti. Quindi, delle due l’una: sul mercato, o si è venduto debito italiano o si è comprato debito tedesco. Di certo, nessuno ha comprato nostre obbligazioni. E in effetti, con la scadenza per l’aumento della ratio di capitale Tier 1 al 9% entro giugno, un qualcosa che richiede un aggiustamento nei bilanci bancari pari al 2,5 triliardi di euro (dato dello stability board della Banca per i regolamenti internazionali), è dura che un banchiere abbia voglia di dar retta a Nicolas Sarkozy e Mario Draghi e ai loro desiderata per ammosciare i differenziali.

Insomma, siamo alla vigilia di un deleveraging selvaggio - e di qualche salvataggio di Stato, statene certi - e non all’allegro uso di denaro della Bce per acquistare Btp e Bonos. Peccato che gli Stati dell’eurozona dovranno finanziarsi per 1,6 triliardi nel 2012, mentre per le banche le necessità saranno di 700 miliardi di euro. Ecco alcune scadenze di redenzione del nostro debito: in gennaio 15,2 miliardi di Bot, in febbraio 17 miliardi di Bot, 25,8 miliardi di Btp e 10,6 miliardi di Ctz (totale del mese 53,4 miliardi), mentre in marzo 17 miliardi di Bot, 14,9 miliardi di Btp e 12,3 miliardi di Cct (totale del mese 44,2 miliardi). Ci sono poi le necessità di emissione di nuovo debito per coprire il deficit di budget di un’economia già ufficialmente in recessione. Insomma, le banche non cacciano un euro a imprese e famiglie ma li parcheggia presso la Bce, non comprano debito sovrano (almeno non italiano) e saranno costrette comunque a un deleverage capace di creare scossoni. E magari crolli.

Già, perché a detta del centro studi di Royal Bank of Scotland, la mossa di Mario Draghi è servita unicamente a una cosa, fondamentale però: evitare un evento finanziario in stile Lehman Brothers nell’eurozona, un qualcosa che due settimane fa si dava quasi per certo e che ha portato l’Eurotower ad annunciare le due operazioni Ltro (la prossima sarà a fine febbraio), contestualmente al ribasso ulteriore dei tassi di riferimento. Insomma, scordatevi l’intervento strutturale: è stata emergenza pura, l’abbiamo scampata per un pelo. E l’anno prossimo? Ogni dicembre che il Signore manda in terra, Saxo Bank, banca specializzata in investimenti e trading online, diffonde le sue “10 previsioni shock” per l’anno successivo. Anche il 2012 non fa eccezione ed ecco, quindi, le dieci incognite (almeno tre-quattro su dieci, di solito, Saxo le prende in pieno).

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