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MANOVRA/ Campiglio: così il Governo rischia di "pensionare" la famiglia

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Vorrei parafrasare il filosofo Vattimo sul “pensiero debole”. Noi in questi casi, in questi problemi abbiamo bisogno di un “pensiero lungo”, di prospettiva, non un “pensiero breve”, di tempo limitato. Il problema fondamentale a mio parere per qualsiasi tipo di riforma e soprattutto per un ripensamento del sistema pensionistico è innanzitutto quello di salvaguardare il patrimonio umano che un Paese come il nostro possiede. Il patrimonio umano complessivo vive dei grandi valori che ti offre la famiglia ed è più importante dello stesso capitale umano. Qualsiasi provvedimento deve tenere in considerazione questo fatto che è fondamentale per una società come la nostra. Altrimenti si rischia di compromettere tutto. Spesso mi chiedo che cosa succederebbe se un invalido, un non autosufficiente non avesse un’indennità di accompagnamento. Penso a chi ha un figlio che ha dei problemi di vario tipo, che deve assistere e curare. Chi pensa a queste realtà? Anzi, a queste persone in carne e ossa? Sono questioni da porsi quando, anche nel nome di esigenze economiche urgenti e generali, si devono affrontare grandi cambiamenti. Staremo a vedere come le affronteranno nel progetto della riforma. Le mie, al momento, sono solo considerazioni generali.

 

(Gianluigi Da Rold)

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COMMENTI
04/12/2011 - Economia e Sviluppo Sociale (Antonio Servadio)

Allungamento della vita non significa "ipso facto" allungare pure la salute. Lo scarto è riassunto dal noto quesito "dare vita agli anni, o anni alla vita?". Se l'uomo non è al centro dell'economia, c'è il rischio di approdare al semi-abbandono terapeutico dei malandati. Sarebbe uno statalismo rinverdito in versione "new economy" del socialismo reale: se non "produci" non sei un buon investimento. Sulla famiglia non ravviso alcun interesse da parte della politica (tutta). Argomento desueto, anzi stantio. Perché riguarda necessariamente considerazioni sociali di lungo termine, proiettate su un futuro progettuale che appare estraneo alle urgenze di cassa. Tale sguardo è miope, gretto sintomo di decadimento (decadimento) sociale. Grazie a quella sociologia marcatamente ideologica che andava per la maggiore tra la fine dei '70 e i primi '80, l'argomento "futuro della demografia Italiana" era stato rapidamente (e conclusivamente) sdoganato affermando che il ripopolamento sarebbe stato affidato all'immigrazione. Non sorsero critiche né progetti di lungo termine (né a favore degli immigrati né per le famiglie) forse perché l'immigrazione era agli albori. Il tempo ha sedimentato quel "laissez-faire". Stile di vita: dagli '80 predomina un edonismo "qui ed ora" (versione rustica ma contemporanea del più fine e antico "carpe diem"). Significa "pensiamo a cavarcela noi adesso: in futuro cavoli loro, noi sicuramente non ci saremo (non sono affari nostri)".

 
04/12/2011 - Il calcio non c'entra (Giuseppe Crippa)

Cara Giustizia Popolare, (a proposito: qual è il Suo nome e quale il cognome?), non si tratta di madri svizzere o di serie B ma di semplice aritmetica: i due figli sono i lavoratori che pagano le pensioni ai due genitori, il terzo ed i successivi sono quelli che pagano la pensione a chi figli non ne ha avuti (o voluti). Chiaro?

 
03/12/2011 - Madri di serie B (Mariano Belli)

Ma perchè, quelle che ne hanno messi al mondo 2 che sono? Svizzere? Insomma, perchè escluderle? Incomprensibile, in questo paese del..perfino le proposte nascono ingiuste.