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FINANZA/ 1. Bertone: così Monti sfida Germania e Italia

Pubblicazione:venerdì 30 dicembre 2011

Mario Monti (Foto Ansa) Mario Monti (Foto Ansa)

La Suddeutsche Zeitung, ricorda con orgoglio lo stesso Mario Monti, l’ha definito il “perfetto genero”. «Vesto in modo non appariscente, parlo poco e non alzo mai la voce», aggiunge con senso di autoironia da falso ingenuo. Chissà se i padri del Bel Paese, a Nord come a Sud, vorrebbero avere un genero così noioso (almeno all’apparenza), che rischia di farti addormentare al pranzo di Natale. E capace di ricordarti i problemi al tuo fegato se decidi di bere una coppa di champagne in più. Probabilmente sì: un genero così spingerà i nipotini a studiare in vista di una laurea, meglio in materie scientifiche o in Bocconi, piuttosto che sognare una carriera da velina (o da ministro) o un futuro da showman o da calciatore.

Tutto sommato non è emerso molto altro dalla chilometrica conferenza stampa dedicata al varo del pacchetto di riforme che, da oggi in poi, passerà sotto il nome di “cresci-Italia”. D’altronde, non è l’ora delle promesse. Il premier sa che, allo stato delle cose, il 2012 porterà agli italiani un calo del Pil attorno all’1%. La Borsa, che in un anno ha perduto un quarto del suo valore, annusa un nuovo declino dell’economia, a meno che la svalutazione della moneta unica non dia un po’ d’ossigeno all’export. Ma di questo Monti non vuole, né può, parlare. Così come non può promettere che basti tagliare la spesa primaria di cinque punti percentuali, una medicina da cavalli, per raggiungere l’obiettivo del pareggio, promesso da Giulio Tremonti e Silvio Berlusconi, mica da lui che, da buon genero, si è trovato a svolgere il lavoro sporco per rimediare alle cambiali sottoscritte da altri. Per leggerezza, anzi, per necessità. Senza quegli impegni, infatti, la Bce non avrebbe effettuato quegli acquisti di Btp che hanno evitato il collasso.

Non è nemmeno il momento di soffermarsi sull’andamento dello spread. Le cose stanno migliorando, spiega il professore davanti alla lavagna agli italiani (chissà, forse il 10% degli spettatori ci avrà capito qualcosa). Ma ci vuol poco a perder credibilità, molto per riconquistarla. La traversata nel deserto durerà ancora a lungo, insomma. La terra promessa è ancora lontana. Così come la manna che potrebbe piovere dal cielo del Nord quando la Germania, convinta della serietà degli impegni italiani, si deciderà a finanziare gli eurobond. Inutile illudersi, insomma, che gli italiani siano gli unici padroni del proprio destino. Molto dipenderà dagli altri. Ma, tanto per consolarci, il Premier tira fuori un articolo del Washington Post: “Il futuro dell’economia mondiale dipende dall’Italia”. E scusate se è poco.


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COMMENTI
30/12/2011 - liberalizzazioni taxi (ciro pica)

stavo leggendo con interesse quando mi sono trovato davanti alla questione liberalizzazioni. resto allibito poichè nella seriosità delle argomentazioni generali constatare il rilievo che lei da alla questione taxi mi ha impressionato. cosa crede che succeda il giorno dopo la liberalizzazione taxi? che da 30.000 che siamo ci ritroviamo in 150/200.000 con gli italiani che non vedono l'ora di mollare la macchina per prendere un taxi magari spendendo - testi prof Giavazzi - 2 euro per fare milano linate? il pil riparte. No, il problema è l'illusione di trovare scorciatoie preconcette.il mercato non si deve proteggere e cosa deve fare la politica , regalarlo agli speculatori? a cosa serve la politica? difattola politica che da 70 ci precede si è occupata di altro e oggi l'italia è in balia del vento finanziario che nemmeno voi super tecnici sapete da dove arriva. trovare la frase:(liberalizzazioni sì, purché vere,tuonano i politici che si sono ben guardati dal pestare i piedi a tassisti o farmacisti) senza sapere che i tassisti che hanno immediatamente protestato sono stati sopratutto i giovani le cui famiglie hanno ipotecato la casa c'è bisogno di una riforma fiscale che dia fiato ai redditi medio bassi, le famiglie quelle con i figli pagano molto di più il conto.lo stato dopo la cura da cavallo deve essere dimezzato introducendo il principio di scelta dei servizi.basta proliferazione di agenzie ecc.potrei andare avanti ma mi manca lo spazio.non stato ma nazione.mi capisce?