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WSJ/ 1. Altro che Merkel, le banche ci hanno imposto il cambio Berlusconi-Monti

FRANCESCO FORTE commenta la notizia riportata dal Wall Street Journal, secondo cui sarebbe stata Angela Merkel a chiedere a Giorgio Napolitano di cambiare il Premier italiano

Giorgio Napolitano e Angela Merkel (Foto Ansa) Giorgio Napolitano e Angela Merkel (Foto Ansa)

Eccola la pregevole, autorevole, “indipendente” stampa anglosassone che ritorna in pista. Il famoso “wacht dog” che dovrebbe tutelare l’opinione pubblica dalle manipolazioni. Alla fine si scopre che il “wacht dog” fa sempre il gioco dei grandi oligopoli internazionali. Questa volta è l’autorevole The Wall Street Journal che ricostruisce con una fantasia “molto interessata” le vicende della caduta di Berlusconi e la situazione italiana. Con tutta probabilità, anche il giornale fondato da Dow e Jones viene oggi curato da quello strano organismo che è il “Council of Foreign Relations”. Si inchineranno quasi tutti di fronte a quella paracomica ricostruzione della telefonata del 20 ottobre 2011 di Angela Merkel al Presidente della Repubblica italiana, Giorgio Napolitano, per, di fatto, “silurare” Silvio Berlusconi. In questo modo si formerà una sorta di rovello complottistico nelle menti conformiste, dove il premier di uno Stato straniero chiede la testa del premier di un Paese amico e alleato, e dove il Presidente della Repubblica acconsente, facendo la figura del cretino o del “servo”. E poco servirà la smentita, giusta e doverosa, di Giorgio Napolitano. Il Wall Street Journal, di fatto, non attacca solo Berlusconi, ma anche Napolitano, l’Italia e l’Europa. Pochi si renderanno conto che l’attacco è fatto con un pressapochismo da giornalismo provinciale.

In realtà, non tutti si inchineranno alla “verità” fornita dal “prestigioso” quotidiano. Francesco Forte, grande economista, ex ministro delle Finanze, l’uomo della “nota aggiuntiva” del 1962 con uomini come La Malfa, Sylos Labini e Fuà, sa vedere bene gli affari finanziari, economici e politici, e commenta da par suo questa articolessa che arriva dall’America, dove sono sempre interessati a fare la guerra all’euro.

Professor Forte, che cosa ne pensa di questo scoop del Wall Street Journal?

Che è una ricostruzione fantasiosa, per nulla fedele. Come si può far ricadere sulla Germania, sul cancelliere tedesco, la crisi italiana? È un’operazione, quella del giornale, che ha dei tempi precisi per arrivare da un’altra parte. Lo vedremo. La crisi del governo Berlusconi dipende solo da vicende italiane, dai problemi che sono nati all’interno della maggioranza che sosteneva il governo.

Quali sono i passaggi principali di questa crisi che è esplosa a ottobre?

Dopo le elezioni del 2007, vinte con grande maggioranza, si è cominciato a destabilizzare il governo Berlusconi, con campagne mediatiche di ogni tipo, con inchieste giudiziarie che spesso non hanno alcun senso. Insomma, per destabilizzare il governo, si sono cercati tutti i punti deboli della maggioranza e del premier. In quel periodo, a menare la danza a livello internazionale c’era il Financial Times, poi la “catena” di Rupert Murdoch per problemi finanziari ed editoriali. Tutti quanti legati a istituzioni finanziarie e bancarie internazionali. La Merkel prendeva atto di questo, ma di certo non è così stupida da esporsi all’ingerenza nella formazione del governo di un altro Paese.

La crisi del governo è nata quindi soprattutto in Italia?


COMMENTI
31/12/2011 - la telefonata (francesco scifo)

Certo la smentita del Quirinale è ben strana, dato che conferma che una telefonata tra un Cancelliere tedesco ed un Presidente di una Repubblica vi sia effettivamente stata. Contrariamente a tutte le prassi internazionali il Cancelliere non ha chiamato il suo omologo primo ministro ma il Presidente: si dice da molti antiberlusconiani che ciò sarebbe avvenuto perchè Berlusconi non era interlocutore "degno". Ma questo conferma che è la Germania che decide chi deve essere degno o meno non gli italiani. Il problema di fondo è questo: crediamo ancora nel fatto che il potere è legittimo fino a quando è concesso dai cittadini ad alcuni di essi per governarli con il loro consenso, oppure pensiamo che i più "bravi" e forti abbiano il diritto di governare tutti perchè sono persone per bene e faranno comunque per noi le cose migliori? Sembra che per alcuni sia importante solo parteggiare pro o contro qualcuno, tanto che citano sempre Berlusconi con condimento di disprezzo ed insulti, contrapponendogli questo o quell'altro. Forse è arrivata l'ora tentare di spiegare che il problema non è più pro o contro Berlusconi, ma decidere se il nostro consenso nella scelta di chi ci deve amministrare deve contare ancora o meno. Peraltro forse l'unico precedente in cui la Germania si è permessa di dirci cosa fare esiste: la repubblica di Salò. A me, sinceramente, questo non rassicura per niente.