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MANOVRA MONTI/ Il consulente: bene il bollo "proporzionale" sui titoli, ma attenti al risparmio...

La manovra Monti introduce novità per quanto riguarda il bollo del conto titoli. Invece che con un’imposta fissa periodica, pari a 34,20 euro annui, sarà introdotto un prelievo percentuale

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MANOVRA MONTI, BOLLO TITOLI ED EFFETTI SUL RISPARMIO - La manovra del premier Mario Monti introduce novità per quanto riguarda il bollo del conto titoli. Invece che con un’imposta fissa periodica, pari a 34,20 euro annui, sarà introdotto un prelievo in termini percentuali. Ilsussidiario.net ha contattato Paolo Negri, consulente finanziario di Azimut, per fare il punto su che cosa cambierà per i risparmiatori. Come osserva il consulente, «prima di esprimermi in modo ufficiale preferisco leggere le circolari, per evitare di fornire informazioni o confermare notizie riportate ancora in forma ufficiosa dai giornali. Fatta questa premessa, in Azimut quello del cambiamento del meccanismo relativo al bollo titoli è un problema veramente marginale per non dire un "non problema". Noi ci occupiamo di risparmio gestito, e non di quello amministrato, quindi la gestione dei dossier è una questione molto relativa. Abbiamo anche clienti che seguiamo e che aprono dossier titoli, ma nella scelta tra uno strumento e un altro il problema non può essere quello dei costi».

Secondo Negri, quindi, «chi ne fa un problema di costi, si nasconde dietro a un dito. La vera sostanza è un’altra: realizzare investimenti evitando di acquistare carta straccia, in modo tale che sia scegliendo il risparmio gestito sia optando per quello amministrato il privato abbia nel suo portafogli qualcosa che vale». Per Negri invece la realtà «oggi è che ci sono milioni di risparmiatori, che hanno avuto o hanno un reddito che non è loro indispensabile per vivere, e che sono stati indotti a fare scelte d’investimento che oggi stanno facendo perdere. Chi è fortunato perde parte del guadagno già realizzato, chi lo è meno sta perdendo sul capitale già investito a suo tempo. Se questa perdita deriva dal fatto che oggi il mercato sta facendo prezzi più bassi rispetto all’effettivo valore, occorre tenerne conto. Tutto ciò che si compra ha infatti dei prezzi che dipendono dall’andamento del mercato di riferimento. Il problema è che ci sono persone che hanno fatto degli investimenti, e che hanno in mano carta straccia, qualcosa cioè che non ha più nessun valore. Le banche hanno spinto i risparmiatori ad aprire dossier che definisco solo come "robaccia" per non usare termini più spregiativi».