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FINANZA/ 1. C’è una via d’uscita al diktat della Germania

Angela Merkel e Nicola Sarkozy (Foto Ansa) Angela Merkel e Nicola Sarkozy (Foto Ansa)

Già, ed è il motivo per cui lunedì, in combinazione con gli acquisti della Bce, lo spread Btp-Bund è sceso sotto quota 400 punti base. Di più, per Dylan Grice, «è più facile avere un governo tecnocratico che trovare un meccanismo per uscire dall’euro. E per questo temo che, lungi dal trovare regole condivise per l’uscita, si arriverà a un epilogo che vedrà il governo tecnocratico greco non doversi confrontare più con i mercati, ma con le folle ormai allo stremo. A quel punto, un ritorno alla dracma è solo questione di tempo. Occorre infatti ricordarsi che i trattati e la legalità, sul mercato, non hanno importanza. La storia non è altro che una lunga lista di trattati violati». Di più, per un importante dirigente di una banca d’affari londinese, «occorre ricordarsi sempre che l’Unione Sovietica, non un qualcosa di caricaturale come l’Ue, è stata dissolta in dodici minuti da Gorbaciov con un messaggio televisivo. Al netto del golpe farsa, sono bastati dodici minuti per far crollare come un sufflè le fondamenta del cosiddetto “impero del male”: perché questo? Perché storia e mercati le avevano già erose per benino quelle fondamenta. E quelle europee vi sembrano forse salde?».

Così si ragiona sui mercati, quelli che contano e pesano e che imbeccano le scelte di Standard&Poor’s e soci. Gli stessi di cui fa parte a pieno titolo Nomura, la quale ha messo al lavoro il suo staff - che avrebbe certamente potuto fare cose ben più fruttuose nell’immediato, se l’ipotesi fosse così peregrina - e ha partorito uno studio sulla rottura dell’eurozona e il ritorno alle valute nazionali (si veda il grafico qui sotto), «un qualcosa che è divenuto un rischio reale negli ultimi mesi e una possibilità riguardo alla quale gli investitori debbono e possono pianificare».

 

 


COMMENTI
07/12/2011 - il vero problema (Fabrizio Terruzzi)

le ragioni di squilibrio dell'area Euro sono le stesse che si verificano all'interno dei singoli stati (vds le differenze Nord-Sud Italia). Prendiamo ad esempio il sud-Italia: se si fosse staccato dal resto del paese per diventare uno stato indipendente con una propria moneta, molto svalutata rispetto alla lira, avrebbe risolto i propri problemi?. Da una parte questo avrebbe dato molta più competitività alla sua economia ma altri fattori avrebbero operato in senso inverso: inefficienza del sistema, dimensioni ridotte del mercato, un impianto sociale e politico ancora più arretrato. Difficile dire se ci avrebbe guadagnato o perso. Non vedere altra prospettiva che la fine dell'Euro non sottintende l'incapacità di gestire un'area economica unica e l'ignoranza da parte degli economisti dei criteri con cui questo andrebbe fatto? Non sarebbe il caso di iniziare a ragionare in questo senso, dei fattori chiave per rendere coerente e quindi sostenibile un'area economica unica? Da questo punto di vista il piano Merkozy va nella direzione giusta?