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FINANZA/ 1. C’è una via d’uscita al diktat della Germania

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Angela Merkel e Nicola Sarkozy (Foto Ansa)  Angela Merkel e Nicola Sarkozy (Foto Ansa)

P.S. Ho scelto volontariamente di non sfiorare nemmeno il tema della manovra approntata dal governo Monti, ma una cosa voglio dirla: le lacrime del ministro Fornero sono false come i soldi del Monopoli. Almeno così spero, altrimenti sarebbe saggio rimuoverla immediatamente dal suo incarico: Margaret Thatcher non ha mai pianto, ha fatto piangere i suoi cittadini per un po’, ma trasformando quello che era il grande malato d’Europa, in uno dei traini economici del continente (tenendosi sterlina e Bank of England, of course). E basta anche con il giustificazionismo in base al quale gli italiani ci mettono sempre il cuore e le emozioni, perché sono fatti così ed è il loro bello. In economia, le emozioni creano solo debito pubblico. E guai.



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COMMENTI
07/12/2011 - il vero problema (Fabrizio Terruzzi)

le ragioni di squilibrio dell'area Euro sono le stesse che si verificano all'interno dei singoli stati (vds le differenze Nord-Sud Italia). Prendiamo ad esempio il sud-Italia: se si fosse staccato dal resto del paese per diventare uno stato indipendente con una propria moneta, molto svalutata rispetto alla lira, avrebbe risolto i propri problemi?. Da una parte questo avrebbe dato molta più competitività alla sua economia ma altri fattori avrebbero operato in senso inverso: inefficienza del sistema, dimensioni ridotte del mercato, un impianto sociale e politico ancora più arretrato. Difficile dire se ci avrebbe guadagnato o perso. Non vedere altra prospettiva che la fine dell'Euro non sottintende l'incapacità di gestire un'area economica unica e l'ignoranza da parte degli economisti dei criteri con cui questo andrebbe fatto? Non sarebbe il caso di iniziare a ragionare in questo senso, dei fattori chiave per rendere coerente e quindi sostenibile un'area economica unica? Da questo punto di vista il piano Merkozy va nella direzione giusta?