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Economia e Finanza

ICI-IMU/ Franchigia di esenzione a 200 euro, ecco le proposte per alzarla

Le forze politiche chiedono al governo di variare la franchigia sulla tassa della prima casa: passare dagli attuali 200 euro a 300. A rischio povertà quasi due milioni di famiglie

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Tra le richieste di variazionE ai contenuti della manovra Monti, la tassa sulla prima casa (l'Ici, che adesso diventa Imu) è, insieme alla riforma previdenziale, quella che suscita il dibattito più acceso. Le forze politiche che sostengono il governo (Pdl, Pd e Terzo polo) hanno infatti dichiarato, in modalità diversa, la mancanza di una certa equità nelle misure prese dall'esecutivo, misure che colpirebbero in modo particolare le fasce più deboli del popolo italiano. In particolare, si cerca di portare un cambiamento su quanto concerne la franchigia Ici, al momento prevista con un tetto di 200 euro. Chi, cioè, nel suo calcolo relativo a quanto dovrà pagare come imposta sulla prima casa, arriva a un tetto compreso entro i 200 euro, ne sarà esentato. Ma alle forze politiche questo non basterebbe.

L'ipotesi al vaglio è infatti quella di alzare tale franchigia fino ai 300 euro (se non di raddoppiarla a 400): verrà accettata dal governo? Come ha già detto in precedenza Monti rispondendo a chi gli faceva notare la necessità di cambiare alcuni punti della sua manovra, i margini per tali cambiamenti sono estremamente limitati: un aumento di soli cento euro, da 200 a 300, infatti, farebbe perdere allo Stato tra i 1,4 e gli 1,8 miliardi di euro. Ci sono altre ipotesi al vaglio. Ad esempio, introdurre dei meccanismi che permettano di calcolare l'eventuale franchigia sul valore effettivo della casa: in tal modo verrebbero automaticamente escluse le case di lusso e la possibilità di evitare il pagamento della tassa sarebbe riservato alle abitazioni di proprietari di reddito medio basso. O anche di escludere totalmente le abitazioni considerate di lusso dalla franchigia.

Secondo alcuni studi, l'Ici o Imu toccherà pesantemente milioni di famiglie italiane. Almeno 1,6 milioni di cittadini che andrebbero a rischio povertà. Lo ha detto ieri il presidente dell'Istat Enrico Giovannini parlando all'audizione sulla manovra alle commissioni bilancio di Camera e Senato. Sono circa diciotto milioni le famiglie proprietarie o usufruttuarie di una abitazione, il 71% dei residenti. Secondo Giovannini, "Mentre tra le famiglie non a rischio di povertà la quota di proprietari è del 74,7%, tra le famiglie a rischio la quota scende al 56,4% e si riduce ulteriormente al 47,4% nel caso essa sia composta da cinque o più componenti".