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MANOVRA/ L'esperto: il controllo sui conti correnti non blocca l'evasione fiscale

Pubblicazione:giovedì 8 dicembre 2011

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MANOVRA MONTI, IL CONTROLLO SUI CONTI CORRENTI CONTRO L'EVASIONE FISCALE - Si alza il grido di allarme: il Grande Fratello mette l'occhio sui nostri conti correnti. È quanto viene da pensare leggendo l'articolo 11 della manovra Monti, quello intitolato "Emersione di base imponibile". Con l'approvazione delle misure anti crisi, da gennaio ogni singolo movimento del nostro conto corrente bancario sarà a disposizione dell'Agenzia delle entrate che potrà osservarlo, valutarlo ed eventualmente prendere decisioni. Una misura che, come ha spiegato il capo del governo, è solo il compimento di quanto già previsto dalla misure del precedente esecutivo, quello Berlusconi, per combattere l'evasione fiscale. In realtà, è dal 2005 che le banche forniscono all'Agenzia delle entrate il numero di accesso a tutti i conti correnti, ma ci si limitava a quello. Per alcuni, questo provvedimento è una evidente intrusione nella privacy del persone. Ecco allora che i rendiconti annuali dei nostri movimenti bancari, le operazioni con carta di credito, il conto titoli, tutto sarà scrupolosamente posto al vaglio del fisco. Per Paolo Costanzo, commercialista titolare di uno studio di consulenza aziendale, con l'introduzione di questa norma non cambierà granché: «I grandi evasori - spiega in una conversazione con IlSussidiario.net - hanno tutti gli strumenti per evitare di far passare dai propri conti correnti italiani le somme che evadono». Uno strumento dissuasivo, spiega, ma Costanzo dubita che l'evasione si possa combattere in questo modo.

L'introduzione di questo provvedimento è una palese violazione della privacy?

Sicuramente è un provvedimento che da un lato limita la nostra libertà personale. Dall'altro la trasparenza nei rapporti con l'amministrazione finanziaria può migliorare in qualche modo il rapporto fisco-contribuente e ridurre il fenomeno dell'evasione fiscale.

Di fatto, già da tempo, volendo, l'Agenzia delle entrate poteva andare a controllare i conti correnti di chi era sospettato di evasione.

Sì, e c'è anche da dire che chi fa il nero, colui che evade, cerca di farlo nel miglior modo possibile. Quindi non fa transitare le proprie ricchezze dai conti correnti bancari italiani. La verità è che sarà un incentivo per alcuni a evitare di evadere le imposte, ma per i grandi evasori non è un elemento di dissuasione. I grandi evasori hanno gli strumenti per evitare di far passare dai propri conti correnti italiani le somme che evadono.

Dunque lei ha dei dubbi su questo provvedimento?

Sarà uno strumento dissuasivo, ma non credo che l'evasione si riesca a combattere in questo modo. C'è da dire che altri paesi europei lo fanno: in Francia gira tutto in moneta elettronica e il fenomeno dell'evasione è meno diffuso che in Italia, anche perché in quel Paese c'è un maggior senso dello Stato.

Non è che siamo sempre pronti a criticare tutto ciò che comporta novità?

Certamente è facile criticare qualsiasi cosa si faccia: chi è in prima linea qualcosa deve fare e chi è dall'altra parte sta a criticare, a giudicare. Resto dell'idea che sia uno strumento che limita la libertà delle persone.


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