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SCENARIO/ Deaglio: solo un "triangolo" può salvare l’Europa

Pubblicazione:giovedì 8 dicembre 2011 - Ultimo aggiornamento:venerdì 9 dicembre 2011, 1.36

Foto Imagoeconomica Foto Imagoeconomica

La riunione del Consiglio europeo, che comincia oggi a Bruxelles e che sarà probabilmente cruciale per il futuro dell’Eurozona, appare a un osservatore come il Professor Mario Deaglio una sorta di grande “vertice dell’incertezza”. E a chi gli chiede quali prospettive può avere questo summit, risponde: «È difficile fare delle previsioni in una situazione come questa. C’è anche una grande confusione di notizie, di voci. Bisognerebbe avere una autentica “sfera di cristallo” per comprendere che cosa può uscire da una riunione di questo tipo. Si può vedere che c’è un grande lavorio di carattere “diplomatico”. Intendo incontri, scambi di vedute probabilmente e suggerimenti.

La sostanza di certo non la sappiamo e non ce la dicono al momento. Le Borse ieri sono andate male, per esempio, probabilmente per qualche notizia non buona o anche perché intorno a questo vertice c’è un po’ di pessimismo».

Intanto il segretario al Tesoro americano, Timothy Geithner, sta girando per l’Europa e sta prendendo contatti con tutti i rappresentanti degli Stati europei.

Ho sentito che si è incontrato ieri con i francesi. Il sottosegretario al Tesoro americano sta facendo un’autentica maratona in Europa. È per questa ragione che parlavo di un grande lavorio. Probabilmente il segretario al Tesoro americano è quello che può - tenendo presente anche la visione, gli interessi Usa, la paura americana di un crollo dell’Eurozona - fare da garante per un’operazione con il Fondo monetario internazionale, di cui appunto gli Usa sono i maggiori azionisti. Insomma, quello che sta emergendo è un coinvolgimento del Fmi nella crisi dell’Eurozona. Ma siamo nel campo delle ipotesi. Ripeto, è difficile comprendere che tipo di soluzioni possano essere prese in questo momento ed è altrettanto difficile immaginare che cosa possa uscire da questo vertice.

Lei pensa a un nuovo ruolo della Banca centrale europea?

Terreno molto complicato, su cui ci può essere, proprio in questo caso, un intervento mediatore degli americani. La Bce non può imprestare denaro agli Stati. Non è contemplato dai compiti, dallo Statuto e dai trattati. A questo punto si potrebbe fare un giro, frutto di una complessa negoziazione, con la Bce che dà soldi al Fondo monetario internazionale e quest’ultimo che li gira agli Stati. È una via che dovrebbe o potrebbe essere percorribile, rispettando le competenze. Staremo a vedere.

In questo vertice, su quali punti si concentreranno i leader europei?


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COMMENTI
08/12/2011 - Oggi, 8 Dicembre... (Francesco Giuseppe Pianori)

Oggi, 8 Dicembre, è la festa della Madonna. Non so se sia stata invitata anche Lei al Consiglio Europeo di Bruxelles; certamente Lei è presente e, discretamente ma tenacemente, come ogni donna che si rispetti, li farà ragionare. Chi può tenere insieme questa famiglia europea di popoli cristiani, tanto belli quanto litigiosi e incapaci di fare le cose giuste, è solo Lei. Quindi non temo: la Madonna non si fa mettere sotto da quattro massoncelli di periferia, per quanto possano sembrare potenti e agguerriti. La vera protettrice dell'Europa è Lei. Il resto sono giochini da uomini, che credono di essere chissà chi e sono solo dei bambini, caro e stimatissimo Prof. Deaglio. Lei sa meglio di me che l'economia non è solo frutto di alchimie e accordi monetari, in cui prevale l'egoismo dei partecipanti. E' come in una famiglia: quando i figli litigano, la mamma interviene, per il bene di tutti, con carezze e con scapaccioni.

 
08/12/2011 - Bermude/2 (giorgio cordiero)

...Nella speranza di poter porre rimendio e di diminuire il debito pubblico, di modo che le agenzie di rating rivedano il loro giudizio e la spirale si inverta. Peccato però che queste non lo faranno perchè è ormai chiaro che di indipendente e di autonomo esse non hanno proprio nulla, quindi continueranno a downgradare gli stati, le banche, addirittura le città e le aree che desidereranno, visto che di fatto sono esse che comandano il mercato anche se in maniera indiretta e non si può certo cambiare la convenzione che prevede che i fondi comuni si basino sui benchmarks e quindi sui ratings. Allora ecco che le soluzioni prospettate da Deaglio sembrano essere realisticamente le uiniche possibili,ma di fatto assolutmanete poco efficaci. Occorre che almeno il g20 si accordi per togliere progressivamente dal mercato i titoli dei debiti pubblici ed inserirli in un altro mercato blindato e regolato da accordi POLITICI , dove i privati stiano bene alla larga, dove siano gli stati e le banche centrali a prestarsi il denaro in modo autonomo e garantista, perchè i soldi che ogni cittadino presta al suo stato non possono finire nelle mani di interessi privati, fin qui è sato così, ma adesso ciò dovrà progressivamente cambiare, la commistione tra pubblico e privato ha portato a questo sfacelo. Certo questo non si può fare in un giorno, visto che le scadenze dei titoli di stato sono addirittura trentennali, allo stato attuale è un'utopia, ma occorre cominciare a pensarci.

 
08/12/2011 - triangolo si, ma delle Bermude (giorgio cordiero)

O meglio delle mutande, nelle quali il popolo italiano sta rimanendo a causa delle tasse che anche la consorte dell'intervistato ha contribuito ad incrementare, essendo l'attuale Ministro Del Lavoro.Inevitabile ed ineluttabile, quindi il mio plauso alla difficile opera di governo è assolutmanete dovuto, anche il Prof. Deaglio trova in me un suo sostenitore fin dai tempi (non sospetti) nei quali egli si poneva come detrattore della politica dei tagli di Tremonti che, a suo dire, impedivano la crescita, ma poi? Poi venne il gatto (agenzie di rating) che si mangiò il topo (Europa), in una dinamica perversa che funziona a grandi ,linee così: L'agenzia di rating muove un downgrade nei confronti di un debito sovrano, siccome i grandi capitali che fanno il mercato sono nelle mani dei fondi comuni (e non solo di quelli pensione dei canadesi come datto l'altra sera da Monti , ospite di Vespa), questi lavorano con il vincolo del benchmark ( parametro oggettivo di riferimento) e , per contratto, sono obbligati a vendere un titolo che sia stato downgradato, di conseguenza, lo stato che ha emesso quel titolo non riuscitrà più a venderne di nuovi e siccome il debito di nuova emissione serve per pagare gli interessi su quello vecchio (ecco il vero problema) lo stato downgradato rischia il default, allora , spinto da un'Europa che di fatto non esiste e da una Germania che di fatto e' l'europa (non dimentichiamo che il cambuo alla pari con l'euro venne fatto sul marco)aumenterà le tasse.

 
08/12/2011 - gli oligarchi (francesco scifo)

Il continuo tentativo di risolvere la crisi con interventi puramente "economici" è sbagliato perchè si basa su un quadro parziale della patologia del sistema. Il problema è che la cura dell'euro, ed ora dell'Italia, è stata affidata solo a degli specialisti in economia e diritto, mentre ci volevano quadri di cultura istituzionale più ampia, ed un lavoro di equipe. La soluzione non può essere parziale, ovvero solo economica, occorrono invece: una visione più democratica; una minore burocrazia comunitaria; una vera politica estera e commerciale comune ed, infine, una politica fiscale comune. Per realizzare ciò serve: abolire il Consiglio dei Capi di Stato e di Governo; creare un vero Parlamento Europeo federale ad elezione diretta che decide e non che "codecide"; poter eleggere con voto popolare il Presidente e la Commissione, quale organo esecutivo dell'Istituzione. Diversamente, con i nostri sacrifici consolideremo solo una dinastia oligarchica di tecnocrati e burocrati che non rispondono mai delle proprie scelte e terremo in vita artificialmente una moneta comune non competitiva.