BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

QUALCOSA DI SINISTRA/ Pensioni, Ici-Imu e sviluppo: come riempire i "buchi" di Monti?

Pubblicazione:

Mario Monti (Foto Imagoeconomica)  Mario Monti (Foto Imagoeconomica)

Ed è stato abbastanza “di destra” ripristinare l’Ici sulla prima casa, senza rendere per lo meno più ripida la progressività del prelievo su chi ha due case - abbiente - o tre - molto abbiente - e soprattutto su chi ne ha più di tre, perché allora è un “rentier”, uno che vive sulla rendita del mattone, e che è giusto che paghi. Ma non il misero 20% di cedolare secca che oggi accarezza i redditi da locazione, bensì un’aliquota parametrata al reddito complessivo.

L’altra lacuna da colmare è quella sul fronte delle liberalizzazioni e delle privatizzazioni. Non c’è più granché da privatizzare interamente, a meno che non si voglia azzerare la presenza dello Stato nell’economia anche in quei settori - come l’energia, gli armamenti e i trasporti pubblici - che nessuno ha privatizzato o chi, come la Gran Bretagna con le ferrovie, ha privatizzato e ha dovuto pentirsene. Ma c’è da vendere tanto demanio e tante interessanti quote di minoranza. Possibilmente vendendo tutto ciò al più presto e a buon prezzo. Il che sarebbe “di destra”. Ma facendolo magari in modo un po’ forzoso, con quella “patrimoniale degli investimenti” proposta da Andrea Monorchio ed Enrico Salerno Auletta - che certo comunisti non sono! - che invoca l’imposizione sui cittadini più ambienti di un obbligo a investire nelle azioni e obbligazioni di una superholding in cui lo Stato conferisca tanti asset, quotandola poi in Borsa. E questa modalità sarebbe “di sinistra”. Non si sono viste né l’una, né l’altra.

La tempesta finanziaria sui mercati ha convinto tutti che i margini di salvezza, stavolta, erano davvero stretti. Monti è una persona seria e perbene, come del resto Elsa Fornero, e certamente personaggi come Passera o Grilli sono dei super-tecnici di grande credibilità. Niente da dire. Ma è bene che non s’abituino a questa manica larga della politica sulle norme e sulle tasse, una fase eccezionale, irripetibile e legata solo all’uscita dal tunnel. Dopo, speriamo innanzitutto di arrivarci vivi; e poi, speriamo che il governo tecnico capisca di dover rimettersi una giacca più politica. Magari né di destra, né di sinistra. Di nessun ispirazione politica, magari: se non quella di rimettere l’Italia sulla via del progresso.

< br/>
© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.