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VERTICE UE/ Salta l’accordo a 27. La Gran Bretagna si tira indietro

Il vertice di Bruxelles ha determinato un compromesso al ribasso. Si è riuscito, infatti, solamente a mettere a punto una cosiddetta “Unione di bilancio”,  a cui hanno aderito solo in 23

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Il vertice di ieri sera a Bruxelles avrebbe dovuto gettare le basi per la nascita di una nuova Europa, all’insegna del rigore di bilancio, dell’integrazione fiscale e di una maggiore unità politica. E, invece degli accordi epocali auspicati da Francia e Germania, ma sui quali quest’ultima era pessimista, si è giunti ad un compromesso al ribasso. Si è riuscito, infatti, solamente a mettere a punto una cosiddetta “Unione di bilancio”, basata sì su rigore e severità, in maniera tale da ridare fiducia ai mercati e salvare l’euro. Ma solamente in 23 hanno aderito. E non con la modifica dei trattati in essere o con la stipula di nuovi, ma con un accordo intergovernativo. Ne faranno parte i 17 Paesi della zona euro più altri sei. Ma, come aveva temuto la Francia, che per bocca del ministro degli Affari europei aveva denunciato l’eventualità, Londra si è sfilata, assieme all’Ungheria, facendo, di fatto, venir meno l’unità politica indispensabile per giungere ad un’azione efficace. In ogni caso,la cancelliera tedesca Angela Merkel ha manifestato grande soddisfazione per l’esito del vertice e l’ha definito un «buon risultato per l'euro».

Il presidente del consiglio europeo, Herman van Rompuy, invece, non ha nascosto il suo rammarico per la mancata «unanimità». Dal canto suo, il premier inglese David Cameron ha definito la sua scelta di tirarsi indietro difficile ma buona, dicendosi convinto che per il suo Paese è assolutamente meglio restare fuori, dal momento che ciò che è emerso non rappresenta il bene della Gran Bretagna. In ogni caso, l’accordo, che al momento non presenta vincoli giuridici ma solamente l’impegno di ciascun paese ad applicarne i contenuti, fissa una serie di priorità. Gli Stati che vi aderiscono inseriranno nella propria costituzione la stretta di bilancio, mentre si farà in modo di dare immediata attuazione operativa al fondo permanente salva stati dal luglio dl 2012. Vi prenderà parte anche la Bce. Che non diventerà un prestatore di ultima istanza come richiesto dai più, ma rifinanzierà il Fondo Monetario Internazionale per 200 miliardi di euro. A tale finanziamento, non prenderanno parte i privati.