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SCENARIO/ 1. Ugo Bertone: un pari tra Berlusconi e Bersani, ha vinto la Merkel

Il Governo ha presentato ieri le prime misure per far crescere l’economia, mentre il Pd le proposte di nuove liberalizzazioni. Il commento di UGO BERTONE

Silvio Berlusconi e Pierluigi Bersani (Foto Imagoeconomica) Silvio Berlusconi e Pierluigi Bersani (Foto Imagoeconomica)

Tra un mese esatto, i membri dell’Eurozona affronteranno il vertice più delicato degli ultimi anni. Sul tappeto, infatti, ci sarà una sorta di ultimatum renano, redatto dalla Germania con il pieno assenso di Nicolas Sarkozy, alla ricerca di prestigio in Europa per sostenere una poltrona che in patria traballa.

Cari signori, dirà in sintesi Frau Angela Merkel, tra mille difficoltà sono riuscita a far digerire all’opinione pubblica tedesca la decisione di sostenere, con quattrini nostri, le sorti dell’area euro. Ma in cambio voi vi dovete prendere impegni precisi in materia di: a) tetto al deficit di bilancio, meglio se con una garanzia costituzionale; b) riforma del sistema pensionistico, con una soglia di uscita paragonabile alla nostra (67 anni); c) armonizzazione della tassazione delle imprese. Prendere o lasciare. Inutile gridare alla sovranità violata.

È facile che, alla fine delle trattative, l’ultimatum sarà in qualche maniera addolcito o comunque rivisto. Ma la sostanza non cambia: per dare garanzie all’unione monetaria occorre gettare le basi per l’unione economica. È questa la cornice in cui va giudicata la mini manovra del governo Berlusconi. Il primo, forse timido passo verso un’agenda dello sviluppo dopo due anni esclusivamente passati a proteggere il fortino della finanza pubblica, anche a costo di lesinare le spese più ovvie e necessarie.

Certo, dietro la mossa ispirata da Giuliano Ferrara ci sono ragioni politiche più immediate, scandite dall’emergenza giudiziaria, piuttosto che da quella contabile. Ma l’ombra europea, o meglio tedesca, si fa comunque sentire. Soprattutto perché, a fronte di una Penisola che non cresce o cresce poco, la locomotiva tedesca marcia a pieno regime. E il divario in termini relativi aumenta: una grossa ipoteca, per quel che ci riguarda, sull’unità economica del Continente.