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Economia e Finanza

SCENARIO/ 1. Ugo Bertone: un pari tra Berlusconi e Bersani, ha vinto la Merkel

Silvio Berlusconi e Pierluigi Bersani (Foto Imagoeconomica)Silvio Berlusconi e Pierluigi Bersani (Foto Imagoeconomica)

Per carità, le liberalizzazioni sono importanti. Anzi urgenti. E fa piacere prender atto che il Partito Democratico ha deciso ieri di sfidare il Governo su questo terreno. Ma liberalizzare non basta. Non disperdiamoci dietro riforme più o meno alla moda: il ministro Pierluigi Bersani impegnò le sue energie nel famoso lenzuolo con esiti alterni. Non riuscì a far la rivoluzione del taxi, così come Berlusconi non riuscirà, probabilmente, a ottenere risultati migliori sul fronte delle pompe di benzina.

 

Ma nello stesso periodo i governanti tedeschi riuscirono a ridare competitività all’industria con un pacchetto di riforme fiscali e di politica economica nemmeno studiate all’epoca dai politici nostrani. Intanto, nelle fabbriche, passava quel principio dei contratti aziendali che secondo la Bundesbank è la vera ragione del rilancio dell’economia d’oltre Reno.

 

Nell’attesa occorrono misure provvisorie in grado di garantire la riapertura dei cantieri, sbloccando fondi già stanziati spesso da parte della stessa Ue, o che diano una boccata d’ossigeno ai consumi, cioè le vere emergenze per buona parte dell’industria italiana, quella che non esporta. Tutto il resto è solo contorno. Ma, di questi tempi, forse non si può chiedere di più.

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