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FINANZA/ La Bce salverà l’Italia da una "stangata"?

Pubblicazione:martedì 15 febbraio 2011

La sede della Bce (Foto Imagoeconomica) La sede della Bce (Foto Imagoeconomica)

Così Brian Hilliard, economista presso Societe Generale a Londra, spiega il dato: «Soltanto il prezzo della benzina è salito del 5,1% a gennaio, aumento che da solo garantisce un +0,1% dell’inflazione. A questo uniamo l’aumento dell’Iva e del prezzo di cibo e riscaldamento ed ecco che quello 0,3% necessario a raggiungere il dato del 4% è presto acquisito. Il rischio, in realtà, è che l’incremento sia ancora superiore». Domani, poi, sarà la stessa Bank of England a rendere noto il proprio report sull’inflazione e appare scontata una rivisitazione al rialzo delle stime per la quinta volta di fila: la maggior parte degli economisti britannici parla ormai a chiare lettere di inflazione al 5% nel corso dell’anno e in diminuzione solo verso novembre.

 

Ovviamente, l’incidenza dell’inflazione rischia di andare a intaccare anche le previsioni di crescita per l’economia. Per Alan Clarke, economista presso BNP Paribas, «visto il dato sconfortante della crescita nell’ultimo trimestre del 2010, appare impossibile che la Bank of England possa confermare la sua previsione al 2,6% per quest’anno. Penso che dovrà operare una revisione al ribasso al 2%». Nei fatti, la stessa politica di austerity posta in essere dal governo britannico sarà vanificata dalla montante inflazione. Lo dicono a chiare lettere i mercati, visto che il rendimento sul bond decennale britannico è salito di mezzo punto percentuale dall’inizio dell’anno e di un punto da settembre del 2010, raggiungendo il 3,87%. E questo dato non è meramente statistico, visto che un aumento di un punto percentuale sul rendimento dei bond corrisponde a 15 miliardi di sterline in più di costo di finanziamento del debito nei prossimi cinque anni: solo per il 2015, questo dato è già salito a 68,4 miliardi di sterline dai 63,1 delle previsioni governative.

 

E non è un caso che i mercati abbiano già cominciato la politica di de-couple dalla politica della Banca d’Inghilterra, con i futures sui tassi che prezzano una prima mossa a maggio raggiungendo un aumento totale dello 0,75% per la fine dell’anno. Insomma, nonostante parlando a Newcastle la scorsa settimana, Mervyn King abbia detto chiaramente che «l’inflazione è quasi interamente importata dall’estero, quindi un aumento dei tassi potrebbe far poco sul fronte del suo congelamento», appare ormai ineluttabile un aumento almeno dello 0,25% ad aprile o, al massimo, a maggio: se per caso il dato odierno dovesse sforare il 4%, più aprile che maggio.

 

Il problema è che, nonostante il tasso inflattivo nel Regno Unito stia crescendo a velocità doppia rispetto all’Europa continentale e agli Usa, in caso di aumento dei tassi da parte della Bank of England, anche la Bce dovrà cominciare a porsi seriamente la questione per non dare vita a un pericoloso disallineamento del costo del denaro rispetto a un partner che, pur non appartenendo all’area euro, «gioca comunque nel giardino casa», come ricorda Simon Ward. Nel bollettino diffuso due giorni fa dall’Eurotower, infatti, la Banca centrale europea giudicava l’attuale livello dei tassi d’interesse nell’Eurozona «ancora adeguato», ma riteneva che fosse necessario seguire «con molta attenzione l’evoluzione dei prezzi, che denotano pressioni al rialzo nei diciassette paesi dell’euro». L’istituto di Francoforte, inoltre, richiamava anche i governi a dare «piena attuazione ai rispettivi piani di risanamento» e, laddove necessario, chiedeva che venissero «prontamente applicate ulteriori misure correttive». Sostenibili, in un quadro come quello attuale di pressione inflazionistica al rialzo, crescita debole e debito pubblico alle stelle?


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COMMENTI
15/02/2011 - Deflazionisti! Dove siete? (J B)

Gli economisti di scuola austriaca - gli unici che hanno previsto la crisi - lo dicono da anni. Stampare moneta è inflazione. E porta inflazione dei prezzi. Vedremo come faranno ad alzare i tassi di interesse(intendo seriamente e non di 25 basis points ogni 6 mesi) con il debito che hanno e vista la condizione del settore bancario ed assicurativo. Ovviamente mi riferisco a tutto l'occidente. Nel frattempo, meglio avere oro ed argento a volontà. (personale avviso che ovviamente non costituisce sollecitazione di alcun tipo)