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Economia e Finanza

FINANZA/ La Bce salverà l’Italia da una "stangata"?

La sede della Bce (Foto Imagoeconomica)La sede della Bce (Foto Imagoeconomica)

Per molti, un aumento dei tassi nell’eurozona potrebbe sì frenare un po’ la ripresina in atto, ma avrebbe un duplice effetto positivo: placare i corsi inflazionistici al rialzo e drenare liquidità in eccesso dai mercati, radice delle speculazioni in atto. A quel punto, toccherà ai governi porre in essere misure fiscali tali da evitare che il rialzo dei tassi sia pagato indiscriminatamente da tutte le categorie. Oggi più che mai, i dati che giungeranno da un paese non in area euro saranno dirimenti per l’eurozona. L’ardua sentenza poi toccherà alla Bce, con i governi che per ora restano pericolosamente alla finestra. La Gran Bretagna è in piena stagflazione, ovvero crescita piatta (se non negativa) e inflazione alta: sicuri che questo rischio non incomba anche su di noi, nonostante il mantra dei tassi a zero per favorire la presunta ripresa?

 

È di ieri la notizia che il debito pubblico italiano è cresciuto a fine 2010 del 4,5% rispetto a un anno prima, in base ai dati della Banca d’Italia: nel dettaglio, l’ammontare del debito pubblico italiano si è attestato a fine dicembre 2010 a quota 1.843,2 miliardi, rispetto ai 1.763,9 miliardi dello stesso mese del 2009. E sempre in tema di debito pubblico, ieri il Tesoro ha collocato nuovi BTp (Buoni del Tesoro poliennali) con i rendimenti dei titoli a cinque anni messi in asta saliti però al 3,77%, 10 punti base in più rispetto all’ultima analoga asta, mentre per i 1,676 miliardi di BTp a 30 anni, il rendimento pagato è stato del 5,51%.

 

In Italia, poi, l’inflazione a gennaio era al 2,1% su base annua, il dato più alto dal 2008, con un aumento mensile dello 0,4% contro lo 0,3% delle previsioni e lo stesso Fondo Monetario ha detto chiaramente che il dato inflattivo del Belpaese sarà superiore alla media europea per tutto l’anno in corso. Proprio sicuri di non doversi porre il problema? Peccato, però, che noi non abbiamo più in mano la leva monetaria e dei tassi: dipendiamo da Francoforte. Dio ci aiuti.

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COMMENTI
15/02/2011 - Deflazionisti! Dove siete? (J B)

Gli economisti di scuola austriaca - gli unici che hanno previsto la crisi - lo dicono da anni. Stampare moneta è inflazione. E porta inflazione dei prezzi. Vedremo come faranno ad alzare i tassi di interesse(intendo seriamente e non di 25 basis points ogni 6 mesi) con il debito che hanno e vista la condizione del settore bancario ed assicurativo. Ovviamente mi riferisco a tutto l'occidente. Nel frattempo, meglio avere oro ed argento a volontà. (personale avviso che ovviamente non costituisce sollecitazione di alcun tipo)